Governo Conte, critiche e preoccupazioni da parte degli avvocati

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«Ci accusate di giustizialismo, ma garantire la certezza della pena è giustizialismo?». Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ieri in  Senato. «C’è stata qualche preoccupazione per la prescrizione – ha aggiunto ieri il premier –  ma qui bisogna dosare gli equilibri. Nessuno ha detto non sia legittima, ma così come formulata non funziona».

Camere penali: Migliucci, forte preoccupazione per la linea giustizialista del Governo

Dichiarazioni che la dicono lunga su quale sia l’approccio alla giustizia penale del nuovo governo gialloverde. Quanto basta, almeno, per suscitare la reazione allarmata del numero uno delle Camere penali Beniamino Migliucci. «Visto che lui si è definito “avvocato del popolo” – commenta il penalista in un’intervista rilasciata a caldo ad Affari Italiani – sono molto preoccupato se le ricette sono aumenti di pena, costruzione di nuove carceri, più carcere per tutti e prescrizione all’infinito. C’è di che essere preoccupati, soprattutto se si pensa alla durata dei processi». In ogni caso, ribadisce con forza Migliucci, «Le ricette non sono quelle che individuano il processo come una panacea e la pena come una purificazione dai reati».

«Il cambiamento – continua il presidente dell’Ucpi – mi sembra che guardi al passato e ignora dati statistici importanti, oltre al fatto che le riforme dell’ordinamento penitenziario del 1975 e del 1986 abbiano portato benefici in termini di sicurezza. È dimostrato che chi sconta la condanna con pene alternative al carcere ha una percentuale di recidiva inferiore di oltre la metà mentre chi sconta la pena in carcere tendenzialmente commette altri reati».

Non meno severe le critiche sulla proposta di riformare la legittima difesa. Eliminare il principio di proporzionalità, argomenta Migliucci, sarebbe «un enorme errore. Non credo possa essere giusto che si possa sparare al ragazzo che ti entra in giardino per rubare della frutta o una bicicletta. Bisogna stare molto attenti. Senza contare che dove l’uso delle armi è libero si creano solo ulteriori morti, spesso tra le vittime dei reati».

Insomma, sulla giustizia il programma del nuovo governo non convince i penalisti « sotto nessun aspetto».

Pansini, Anf: Attenzione ad un uso distorto della giustizia, sempre al centro le garanzie dei cittadini

Di prudente attesa, invece, è l’atteggiamento dell’Associazione Nazionale Forense, che, per bocca del suo segretario augura «buon lavoro al Governo Conte, con l’auspicio che il Ministro della Giustizia Bonafede affronti il suo difficile compito tenendo fede alla sua dichiarazione secondo la quale vorrà ascoltare tutte le voci che concorrono al funzionamento della macchina della giustizia nel nostro Paese». Rivolgendosi poi al guardasigilli, l’avvocato Pansini rivolge un appello affinché si eviti «come purtroppo è successo spesso nel corso degli ultimi anni,  un uso distorto dei dati e delle statistiche circa il numero dei procedimenti in Italia. Occorre invece assicurare la qualità della risposta alla domanda di giustizia, implementando il processo telematico, favorendo la creazione di una piattaforma unica per tutti gli operatori e una migliore organizzazione del lavoro negli uffici giudiziari ed evitando che, nel processo penale, quello disegnato per combattere la criminalità organizzata assurga a modello per tutto il processo in generale: il sistema delle misure di prevenzione nel processo penale non deve pregiudicare la tutela dei diritti e la libertà del cittadino».

“Riteniamo sia doveroso – aggiunge Pansini –  intervenire sulla legge professionale forense del 2012, con particolare attenzione alle giovani generazioni,  perchè dalla sua entrata in vigore non sono stati conseguiti i risultati sperati, dati anche i numerosi interventi del giudice amministrativo in materia. Urge poi una separazione dei poteri in capo al Consiglio nazionale forense”.

(Amer)

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