Controversie con le banche? L’Abf, una soluzione rapida e veloce

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Controversie con le banche, un tema caldo. Quali soluzioni?

I recenti fatti riguardanti Banca Etruria e le altre banche poste in risoluzione hanno riportato all’attenzione dell’opinione pubblica il tema delle controversie con le banche. Problema più delicato alla luce del recepimento della normativa che prevede, in caso di crisi, il bail-in, che pone il prezzo del salvataggio dell’istituto in primo luogo sulle spalle di obbligazionisti, azionisti e depositanti sopra i 100.000 euro. Si tratta non sempre di investitori esperti, ma anche di persone normali, che non hanno conoscenze sufficienti a comprendere i rischi che corrono. Dunque, come fare a ristabilire un rapporto di fiducia fra le banche e i consumatori?

Una delle vie seguite negli ultimi anni, sia a livello europeo che nazionale, è quella di fornire alla parte debole del rapporto degli strumenti che, in caso di controversie, consentano di far valere le proprie ragioni in modo rapido e poco costoso.

bilanciaminiControversie con le banche, un nuovo strumento per i consumatori

Novità importante in questo senso è costituita dall’introduzione dell’Arbitro Bancario Finanziario (ABF). Si tratta di un organo di risoluzione stragiudiziale delle controversie istituito nel 2009, che permette di risolvere in modo semplice e veloce le controversie tra banche e clienti, riguardanti operazioni e servizi bancari e finanziari, entro i 100.000 € di valore. L’Arbitro è articolato in tre collegi, situati a Milano, Napoli e Roma. Molti sono i vantaggi per il consumatore.

Controversie con le banche, la procedura di fronte all’Abf

In primo luogo, l’adesione all’ABF è obbligatoria per tutti gli intermediari. Inoltre, presentare il ricorso è davvero facile. È sufficiente compilare un modulo, seguendo le indicazioni presenti sul sito dell’Arbitro (https://www.arbitrobancariofinanziario.it/rightbar/guida), e inviarlo tramite posta, pec, o a mano ad una delle filiali della Banca d’Italia presenti sul territorio. L’unica cosa che il cliente deve fare per poter depositare il ricorso è presentare un reclamo preventivo alla propria banca. Se questa non risponde entro 30 giorni, il cliente ha un anno per avviare la procedura.

In secondo luogo, il procedimento è conveniente in termini di tempo e spese. Non è necessaria l’assistenza di un legale, e il costo è solo di 20 €, peraltro rimborsato in caso di vittoria del ricorrente. Una cifra irrisoria se paragonata alle somme da spendere per un giudizio ordinario. La procedura si conclude entro 105 giorni.

L’Abf, un modello da seguire?

logoI dati forniti nella Relazione annuale dell’Arbitro, consultabile sul sito, indicano un tendenziale aumento dei ricorsi: 13.575 nel 2015, in aumento del 21% rispetto al 2014. Quel che è più importante, nel 68% dei casi, fra decisioni di accoglimento e cessata materia del contendere, la controversia si è conclusa bene per il consumatore, per un totale di 10 milioni € riconosciuti. Inoltre, l’autorevolezza delle decisioni dell’ABF fa sì che il tasso di adempimento delle decisioni da parte degli operatori sia pari al 99%.

Giunti ormai al settimo anno di attività dell’Arbitro, è evidente l’importanza che questo può rivestire. L’indipendenza e la competenza degli esperti che lo compongono, nominati dalla Banca d’Italia e dalle associazioni rappresentative dei consumatori e degli intermediari, rende il lavoro dell’ABF credibile. Con l’istituzione, entro il 2016, dei collegi di Torino, Bologna, Bari e Palermo sarà più facile per i cittadini presentare il ricorso. In un paese come l’Italia dove i mezzi alternativi di risoluzione delle controversie non sono sviluppati e affidabili come altrove, è necessaria un’inversione di tendenza, anche per infondere nei cittadini-consumatori quel sentimento di fiducia indispensabile per avviare l’agognata ripresa economica.

Alessandro Re

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