Novità: è nato il codice di diritto animale

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animali domestici

Novità per i nostri amici pelosetti: finalmente è nato il codice che disciplina il diritto animale; vediamo nel dettaglio di cosa si tratta

Finalmente anche i nostri amici a quattro zampe, possono contare sull’esistenza di regole che li tuteli dalle brutture che spesso noi umani gli riserviamo.

Vediamo di cosa si tratta.

Codice di diritto animale: le sue origini

Scritto a 4 mani  da due attivisti LavAndrea Cristofori, responsabile canili ed esperto nel settore legale, e Alessandro Fazzi, consulente della Lega anti vivisezione e tentuto a battesimo dal paladino dei diritti dei più deboli nel nostro Paese, l’ex pm torinese Raffaele Guariniello, l’idea di un codice di diritto animale, nasce dalla mancanza assoluta in Italia di un’opera che potesse fungere da guida per chi detiene un animale da compagnia.animali domestici1

Sicuramente la Cassazione ha fatto da apripista, essendosi più volte espressa a tutela dei nostri amici, arrivando a prevedere sanzioni, anche di natura penale, a carico non solo di chi maltratti l’animale, ma anche a carico di chi, pur detenendo l’animale in buone condizioni di salute, offende il suo equilibrio psico-fisico.

Codice di diritto animale: il contenuto

Il nuovo codice, che uscirà nelle librerie a partire dal mese di ottobre 2017, e che nel frattempo è disponibile in formato e-book sul sito www.cassazione.net, previo abbonamento al sito, contiene proprio tutto quello che c’è da sapere in termini di leggi e di diritti per aiutare il nostro animale domestico qualora si trovi in difficoltà: dalle adozioni, ai microchip; dalla regolamentazione dell’affido del cane in caso di separazione, alle regole in condominio; dalla responsabilità dei sindaci al randagismo; degli appalti, e delle regole in canile alle regole fiscali cui devono attenersi gli allevatori.

Insomma, una tutela a 360 gradi che possa quantomeno scoraggiare chi non ha alcun riguardo per la specie animale.

Ma a chi è rivolto il codice?

Il codice è rivolto a tutti, privati e istituzioni. Perfino a chi non possiede un animale ma che, in teoria, potrebbe essere vittima del randagismo o essere infastidito da rumori molesti e intollerabili nel condominio.

Codice di diritto animale: anche la legge fa passi avanti

Negli ultimi tempi, anche la politica si è interessata all’annoso problema dei maltrattamenti a carico degli animali.

Infatti, è stata affidata alla II Commissione Giustizia, la discussione della proposta di legge C. 3592 Ferraresi, in tema di “Modifiche al codice civile, al codice penale, al codice di procedura penale, e altre disposizioni in materia di tutela degli animali.

Il ddl, presentato a febbraio 2016, mira all’inasprimento delle pene e a multe più salate per chi maltratta gli animali ma anche a delle modifiche da un punto di vista di coordinamento e di banche dati di tali reati nelle forze dell’ordine.

codiceAlla luce di diversi casi di maltrattamento, uccisione di un animale aggravati dalla crudeltà, Paolo Bernini, deputato M5S, firmatario del Ddl ha ricordato che non possono bastare pene così blande.

Nella proposta di legge viene evidenziata la necessità di allineare le sanzioni e le pene per il reato di maltrattamento e uccisione di animali anche rispetto ad altri paesi europei come Svezia, Svizzera, Francia e Germania ma anche in base alle “indicazioni contenute nel regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, recante disposizioni volte a prevenire e gestire l’introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive, nel rispetto dei princìpi cardine previsti dalle norme a tutela della salute e del benessere animale”.

Il codice sul diritto degli animali, pertanto, è già un passo avanti e, in combinazione con il ddl citato, in seguito dell’eventuale conversione, potrebbe essere un’ottima combinazione rafforzata per la tutela dei nostri amici a quattro zampe.

Maria Teresa La Sala

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