Rapporto Oxfam: il lavoro sottopagato di molti accresce il reddito dei super ricchi del pianeta

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Secondo “Ricompensare il lavoro, non la ricchezza”, il Rapporto Oxfam sulle diseguaglianze recentemente pubblicato, nell’ultimo anno c’è stato un aumento di capitali di 762 miliardi di dollari. Se questa ricchezza economica fosse distribuita equamente e portasse maggiore benessere alla popolazione sarebbe una buona notizia, ma in realtà non è così. Infatti, l’82% di questi miliardi è andato ad arricchire le tasche del solo l’1% della popolazione.

Ricchi sempre più ricchi, mentre le fasce più deboli della società sono soggette a lavoro sottopagato e hanno poche tutele. Le donne, purtroppo, sono ancora una volta le più svantaggiate, mentre, gli uomini sono sempre collocati ai vertici della scala economica planetaria. Questa è in estrema sintesi la panoramica che ci presenta la nota no profit con il suo ultimo rapporto sulle disuguaglianze economiche. Entriamo nel dettaglio dell’analisi per capire meglio questo divario sempre più evidente e la situazione del nostro Paese.

Rapporto Oxfam: divario economico

La disuguaglianza salariale è sempre più evidente e il Rapporto Oxfam appena pubblicato lo dimostra con dati oggettivi.

Come traspare dal Rapporto Oxfam, nel 2016 uno degli uomini più ricchi del mondo operante nel settore dell’abbigliamento ha ricevuto 1,3 miliardi di euro di dividendi annui dalla sua compagnia. In Bangladesh, nello stesso anno una giovane lavoratrice che realizza capi di abbigliamento per l’esportazione, ha lavorato 12 ore al giorno e ha guadagna 900 dollari annui. Il suo stipendio è molto basso, o meglio, lei è sottopagata. Alcune volte non può permettersi un piatto caldo, è senza diritti ed è spesso costretta a trattenere i suoi bisogni fisiologici per non perdere il posto di lavoro.

Possiamo definire questo un sistema equo? La parte più sensibile della popolazione ha preso atto di questa disuguaglianza e chiede a politici, associazioni e aziende di essere più sostenibili al fine di migliore il benessere della maggior parte delle persone.

Rapporto Oxafm_lavoratrice

Da un sondaggio condotto da Oxfam su un campione di 7.000 persone che vivono in 10 Paesi diversi è emerso che tre quarti di essi ritiene che il divario ricchi e poveri abbiamo raggiunto un livello troppo alto. Una buona parte di questo campione sostiene che questo sia un problema e debba essere affrontato con estrema urgenza dai governi.

La differenza di reddito è giustificata dal talento e dall’impegno anche se spesso è più una questione ereditaria, di monopoli e clientelismo. Infatti, come sottolineato nel Rapporto Oxfam, un terzo dei patrimoni dei super ricchi sono ereditati.

Disuguaglianza economica e gender gap

Il divario di reddito è collegato anche con il genere, infatti, le donne ricevono salari inferiori rispetto agli uomini a parità di ruolo e hanno enormi difficoltà a raggiungere gli apici aziendali. Il tetto di cristallo è tutt’oggi presente nonostante si parli di questo tema da anni. C’è la sempre più evidente necessità di politiche che includano maggiormente il genere femminile nel mercato del lavoro, sostiene Oxfam, un mercato che deve prendere atto che non ci può essere una differenza di retribuzione tra uomini e donne a parità di lavoro.

Rapporto Oxfam_woman

Il lavoro senza diritti è in aumento sia nei Paesi in via di sviluppo sia in quelli considerati “sviluppati”. Minori diritti e minori tutele, lavoro precario, salari miseri mettono in grande difficoltà soprattutto le donne e i giovani.

Rapporto Oxfam e le richieste ai governi

Oxfam con il suo report vuole lanciare un segnale chiaro a governi e alle istituzioni internazionali di agire concretamente per diminuire questo divario. Per esempio stabilendo degli obiettivi per ridurre le disuguaglianze economiche, porre fine alla povertà estrema e incentivare dei modelli di business che garantiscano un salario equo ai lavoratori. Un altro aspetto su cui pone l’accento la nota organizzazione sono i profitti degli azionisti, troppo spesso alti rispetto allo stipendio di un lavoratore medio della stessa azienda. Oxfam propone che i guadagni degli azionisti non superino di 20 volte lo stipendio del dipendente medio e questa soglia sia possibilmente inferiore.

Rapporto Oxfam: la situazione italiana

Ma cosa accade nel nostro Paese? La situazione è questa: il 20% più ricco d’Italia ha tra le mani il 66% della ricchezza del nostro Paese. Questo è quanto riferito da un report specifico dedicato alla situazione italiana. Entrando nel dettaglio, “la ricchezza del 5% più ricco degli italiani (titolare di quasi il 40% della ricchezza nazionale netta) è pari a 44 volte la ricchezza del 30% più povero dei nostri connazionali. Il rapporto sale a 240 volte circa, se si confronta lo stato patrimoniale netto del 1% più ricco degli italiani (che detiene il 21,5% della ricchezza nazionale) con quello detenuto complessivamente dal 20% più povero della popolazione italiana.”

Un altro dato non trascurabile è questo: nel periodo 2006-2016, il reddito nazionale disponibile lordo del 10% più povero degli italiani è diminuito del 23,1%.

In vista delle elezioni politiche del 4 marzo, Oxfam Italia ha scritto una lettera ai candidati chiedendo di mettere in agenza delle azioni che possano ridurre la disuguaglianza anche in relazione ai dati appena analizzati. In tema di lavoro Oxfam Italia chiede, un lavoro ben retribuito e tutele solide per i lavoratori sono indispensabili perché tutti i cittadini possano beneficiare dei vantaggi derivanti dalla crescita economica che lentamente sta riprendendo anche nel nostro Paese, inoltre sono auspicabili misure e incentivi a sostegno di modelli imprenditoriali virtuosi che praticano una maggiore equità retributiva e garantiscono livelli salariali dignitosi; l’introduzione di un tetto agli stipendi dei manager, in modo da contenere il divario retributivo nel rapporto 20:1; l’eliminazione del divario retributivo di genere.”

Le elezioni sono vicine, vediamo se i nostri futuri rappresentanti sapranno o vorranno tener conto di questi dati.

Maria Rita Corda

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