Videosorveglianza negli asili, la Camera approva la legge ma non sarà obbligatoria

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Videosorveglianza negli asili e case di riposo, la Camera approva la proposta di legge che ora passa al Senato.

Videosorveglianza negli asili, gli episodi di violenza alla ribalta delle cronache

Negli ultimi anni la cronaca si è spesso occupata di episodi di violenza  perpetrati a danno di soggetti deboli, come i bambini, gli anziani o i disabili, per mano degli operatori delle strutture a cui vengono affidati. Da più parti si è invocata la necessità di provvedere con l’installazione di videocamere negli asili e nelle case di riposo per controllare il comportamento dei lavoratori nei confronti dei bambini o degli anziani. Varie associazioni di genitori hanno organizzato raccolte firme e diversi parlamentari negli ultimi anni hanno presentato proposte di legge.

Videosorveglianza negli asili, la tutela della privacy

Sulle proposte di legge si è pronunciato il Garante della privacy, Antonello Soro, affermando che gli episodi di violenza nei confronti dei bambini generano allarme sociale, ma il ricorso alle telecamere non è la soluzione ad un problema così complesso.

Infatti “va presa in considerazione la necessità di salvaguardare il naturale rapporto fra educatori e bambini, – afferma il Garante – che invece rischia di essere falsato e reso artificioso, non spontaneo, non libero proprio perché l’insegnante sa di essere costantemente sorvegliato dall’occhio elettronico di una telecamera”.

Bisogna bilanciare gli interessi giuridici da tutelare quali la tutela della riservatezza e della libertà nella prestazione del lavoratore, con la tutela dei bambini caratterizzati da particolare fragilità.

Il problema della privacy non riguarda soltanto gli educatori ma anche i bambini, che verrebbero ripresi costantemente anche quando non vi è una necessità effettiva. Quindi anche i genitori potrebbero non essere d’accordo che i propri figli vengano filmati di continuo. Ciò potrebbe portare i bambini a sviluppare una concezione distorta della propria libertà, considerando il fatto di essere sempre controllati come la normalità.

Sottolinea, ancora, il Garante che “il contesto educativo negli asili deve essere improntato a spontaneità e assenza di condizionamenti esterni”Il Garante ritiene che la migliore forma di prevenzione degli episodi di violenza sia investire nella formazione degli educatori. Invece, per quanto riguarda la videosorveglianza, è necessario prevedere dei limiti per il posizionamento delle videocamere e per l’accesso alle immagini.

Videosorveglianza negli asili, cosa prevede la legge

La proposta di legge che è stata votata alla Camera, ha unificato le varie proposte di legge presentate e ha tenuto conto delle indicazioni del Garante della privacy. Tale proposta di legge prevede che il Governo debba adottare dei decreti attuativi che disciplinino i requisiti di accesso e la formazione degli educatori negli asili e degli operatori nelle strutture assistenziali. Inoltre i lavoratori di asili e case di cura dovranno sottoporsi periodicamente a controlli per testarne l’idoneità.

E’ prevista la possibilità di installare le videocamere negli asili o nelle case di cura, quindi non è previsto nessun obbligo. Per l’installazione delle videocamere è richiesto l’accordo con le associazioni sindacali, coinvolgendo le famiglie interessate e previo consenso dei genitori. Le immagini saranno protette da un doppio codice e vi potranno accedere esclusivamente le forze dell’ordine solo in seguito a una denuncia. Tale procedimento mira a tutelare la privacy ma è pur vero che basterebbe il sospetto di un genitore ad avviare le indagini. E’ prevista la clausola di neutralità finanziaria, ovvero non sono previsti fondi statali per l’installazione delle videocamere, nemmeno per le scuole pubbliche che dovranno provvedere a proprie spese.

La deputata Gabriella Giammanco (Forza Italia), prima firmataria della proposta di legge, ha dichiarato: “Dopo mesi di confronto in commissione e audizione di esperti del settore, si è giunti a un testo condiviso dalle varie forze politiche. Questa proposta di legge dà una tutela in più alle famiglie che lasciano i propri bambini negli asili e i propri cari nelle case di cura. Inoltre tutela anche gli operatori delle strutture da eventuali accuse infondate”.

 Videosorveglianza negli asili, una legge senza applicazione

La proposta di legge rischia di rappresentare una guerra preventiva senza armi. E ci si chiede se il problema più grave sia che si faccia una guerra preventiva rischiando di compromettere il rapporto di fiducia tra i genitori e gli educatori, o che la legge non preveda nessun obbligo di installazione delle videocamere e, quindi, potrà tranquillamente non essere applicata.

Livia Carnevale

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