Antitrust: Pitruzzella, la concorrenza è uno strumento di equità, ma la legge è depotenziata

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giovanni pitruzzella

 

Roma, 16 mag. – La concorrenza è un’arma efficace per ridurre le diseguaglianze poiché applicandola diminuiscono le rendite monopoliste e aumenta la possibilità di scelta dei consumatori, compresi quelle delle fasce piu’ deboli. È quindi ampio il raggio d’azione dell’Autorità Antitrust che, come sottolinea il presidente Giovanni Pitruzzella nella Relazione annuale al Parlamento, tutelando il mercato promuove innovazione e quindi crescita ma anche il benessere della comunità.

Per questo il presidente dell’Autorità mette in guardia contro le spinte protezionistiche che in Italia si muovono contro l’apertura dei mercati come dimostra anche l’iter tormentato della legge ‘annuale’ sulla concorrenza. Bene che sia approvata (anche se il capitolo sul telemarketing potrebbe rendere necessarie ulteriori modifiche) ma certo il ddl appare “depotenziato” rispetto ai contenuti iniziali che poi nascevano dalla segnalazione della stessa Antitrust.

L’indebolimento della concorrenza nei mercati nazionali avrebbe l’effetto di “aumentare le rendite monopoliste, riducendo le possibilità di scelta dei consumatori, innalzando i prezzi di numerosi beni, disincentivando l’innovazione, favorendo il ‘crony capitalism'” o capitalismo clientelare, avverte Pitruzzella. Non a caso l’Antritrust ha ‘riscoperto’ l’abuso per prezzi eccessivi, prassi “dimenticata” ma che ha portato a una sanzione da 5 milioni al colosso farmaceutico Aspen che aveva alzato del 1.500 per cento i prezzi degli anti-tumorali. L’Antitrust nell’ultimo anno non ha certo fatto sconti.

Dal gennaio 2016 alla fine dello scorso aprile ha irrogato sanzioni per 306 milioni, in crescita del 21% rispetto all’analogo periodo del 2015 quando le multe erano state pari a 253 milioni.

Multe a parte, non abbassare la guardia anche da parte del Parlamento è d’obbligo perché in Italia “non mancano le reazioni contro l’apertura dei mercati”. A dimostrarlo, spiega il presidente, non solo il “complesso percorso parlamentare del disegno di legge annuale sulla concorrenza” che ne esce “depotenziato rispetto ai suoi iniziali contenuti”. Pitruzzella pensa anche alle “reazioni protezionistiche della categoria dei tassisti di fronte alla spinta competitiva proveniente da piattaforme come Uber, ai tentativi di introdurre freni regolatori all’espansione della sharing economy, alle critiche provenienti da più fronti, anche molto autorevoli, contro la liberalizzazione del commercio e alle iniziative legislative regionali – spiega – dirette a contrastarla, all’opposizione nei confronti dell’implementazione della ‘direttiva Bolkestein’ sulla liberalizzazione dei servizi”.

Senza contare che in Italia vi sono “liberalizzazioni lasciate a metà”. L’esempio nella Relazione annuale è “quella del mercato elettrico, dove la maggioranza degli utenti domestici (68%) è rimasto nel regime di maggior tutela”, sottolinea il presidente dell’Agcm.

Un capitolo a sé nell’attività dell’Antitrust dell’ultimo anno merita la lotta ai cartelli negli appalti pubblici, in collaborazione con Anac, un impegno che “ravvivando il confronto competitivo, contrasta le rendite di posizione e libera risorse che, invece di andare ai partecipanti al cartello, restano nella disponibilità dei bilanci pubblici e possono essere impiegate per stimolare la crescita e/o ridurre le diseguaglianze” sottolinea. Nel febbraio del 2017, il Consiglio di Stato ha confermato la decisione dell’Autorità che ha sanzionato un cartello tra imprese riguardante la gara Consip per i servizi di pulizia delle scuole. L’appalto era stato suddiviso in tredici lotti del valore complessivo di circa 1,63 miliardi di euro.

(Val/AdnKronos)

 

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