Pensa prima di condividere: protocollo Orlando-Facebook per la sicurezza sui social network

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Il ministro della Giustizia Andrea Orlando e i rappresentanti di Facebook Italia hanno presentato la guida “Pensa prima di condividere”, per l’utilizzo consapevole dei social media e la sicurezza online.

Il progetto è stato presentato nel pomeriggio di giovedì 3 novembre 2016 a Roma ed è frutto di una collaborazione tra il Ministro della Giustizia e Facebook Italia al fine di accrescere i livelli di sicurezza sulla rete e sui social network.

L’evento ha avuto inizio con i saluti e la presentazione dell’iniziativa da parte del Ministro Orlando e, a seguire, hanno preso la parola Francesco Cascini, in qualità di capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, la dirigente ministeriale Isabella Mastropasqua, Luca Pisano in qualità di direttore del master in criminologia dell’IFOS, e infine la responsabile Relazioni Istituzionali Facebook Italia, Laura Bononcini.

Pensa prima di condividere, i punti essenziali della guida

Pensa prima di condividere, questo il nome della guida. Un chiaro riferimento all’attività di condivisione sui social network che il progetto mira a rendere più consapevole, sicura e ponderata.

Il quesito su cui si è voluto porre l’attenzione è questo: se la condivisione ha in linea generale una valenza positiva, per accrescere il livello di diffusione di notizie e opinioni ed allargare le aree di interrelazioni, quali sono i limiti che vanno sempre considerati per arginare i rischi di tale attività sui social network?orlando-facebook_400_d0

La guida vuole trasmettere un messaggio chiaro generale: prima riflettere ponderatamente sul contenuto delle informazioni da condividere, e solo successivamente procedere alla condivisione, se ritenuta opportuna, tenuto conto delle ripercussioni che tali post potranno avere su noi stessi, sui nostri “amici” e su tutti coloro a cui il messaggio potrebbe potenzialmente arrivare.

La guida mette sull’attenti rispetto a forme di condivisione nocive per la propria privacy e riservatezza, richiedendo un’attenta valutazione sull’opportunità di divulgare informazioni strettamente personali, come contatti, password, immagini riservate la cui diffusione potrebbe comportare danni.

Si evidenzia inoltre il fatto che la condivisione è potenzialmente per sempre, non essendo in alcuni casi sufficiente la mera attività di rimozione del post che potrebbe nel frattempo aver raggiunto una cerchia indeterminata di utenti della rete. In ogni caso, sbagliare è umano e la rimozione di un post potenzialmente nocivo per se stessi o per i terzi è sempre consigliabile, seppure a volte non sufficiente.

La guida avverte di non condividere mai post quando si è in stato di confusione o di rabbia, potendo l’esigenza di vendetta o lo stato di agitazione portare a scelte imprudenti o pericolose per sè o per gli altri, in alcuni casi anche suscettibili di conseguenze penali.

Infine, la guida afferma il principio che in caso di difficoltà o problemi sui social network non si è soli e, nel caso di attività di condivisione inopportune poste in essere da terzi, si può e si deve, oltre a sollecitare la rimozione del contenuto indesiderato, rivolgersi a Facebook con gli opportuni strumenti di segnalazione o, nei casi più gravi, alle forze dell’ordine e alla polizia postale.

Facebook è dunque uno strumento di comunicazione virtuale di estrema importanza e di enorme diffusione, con potenzialità divulgative ed informative certamente positive e da favorire. Tuttavia, allo stesso tempo è uno strumento che penetra nella dimensione reale e, in quanto tale, presenta dei rischi che si possono evitare o quantomeno ridurre con l’osservanza di alcune regole basilari che questa guida vuole mettere in luce.

(per accedere alla guida clicca qui)

Martina Scarabotta

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