Unagipa, sciopero toghe fa slittare un milione di processi

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Giudici di pace

 

“Continua lo sciopero dei giudici di pace, iniziato l’ 8 gennaio scorso, e dal 29 gennaio sono in sciopero anche i magistrati onorari di Tribunali e Procure della Repubblica. In tutti i comparti della Giustizia di primo grado si registrano adesioni altissime, variabili fra l’80 e il 90% dei magistrati. E’ confermato che lo sciopero sta determinando lo slittamento di non meno di un milione di processi civili e penali”. Lo sottolineano Maria Flora Di Giovanni, presidente nazionale dell’Unione giudici di pace (Unagipa) insieme al segretario generale Alberto Rossi.

“D’altra parte, lo sciopero dei giudici di pace (che inglobano oggi anche i magistrati di tribunale) e dei pubblici ministeri onorari è solo un’anticipazione di quel che sarà legge nel futuro, allorquando ai magistrati onorari sarà impedito di tenere più di un’udienza a settimana e dovranno attenersi a rigorosi orari di lavoro. La funzione giurisdizionale viene così relegata a mero ufficio amministrativo, peraltro violando il dettato costituzionale che garantisce l’indipendenza del giudice nell’esercizio dei suoi poteri e doveri”, lamentano.

“Eppure – segnalano ancora in una nota – i dati statistici degli uffici giudiziari di primo grado diramati nel gennaio 2018 dal DOG del Ministero della Giustizia, malgrado le tendenziose e fuorvianti dichiarazioni del Ministro Orlando, sono drammatici: solo negli ultimi due anni si è scesi nel settore civile da 3.646.165 a 3.125.888 processi definiti e nel settore penale da 3.093.144 a 2.659.945 procedimenti definiti, con un calo di produttività superiore al 15%”.

“Di certo ciò è in parte la conseguenza della politica giudiziaria del Ministro Orlando di diniego di Giustizia, mediante privatizzazione della giustizia civile e depenalizzazioni indiscriminate, ma sono già ora palpabili gli effetti della scriteriata decisione di ridurre l’apporto dei magistrati onorari nei tribunali e nelle procure, effetti che diventeranno deflagranti allorquando anche ai giudici di pace sarà impedito di lavorare a tempo pieno malgrado un aumento vertiginoso delle competenze civili.

L’augurio “è che possa arrivare presto un nuovo ministro al dicastero della Giustizia che segni un incisivo cambio di rotta, cancellando l’aberrante riforma Orlando della magistratura onoraria e valorizzando una forza lavoro irrinunciabile in tutti gli uffici giudiziari di primo grado, riconoscendo ai giudici di pace ed ai magistrati onorari adeguate tutele economiche e previdenziali”.

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