Unioni civili: da domani possibile richiedere cittadinanza italiana

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     Roma, 10 feb. – L’amore omosex acquisisce la cittadinanza italiana. Da domani, all’entrata in vigore dei decreti attuativi sulle unioni civili, gli stranieri che hanno sposato persone dello stesso sesso nate nel nostro Paese, potranno diventare italiani in forza della legge (n. 91/1992) che norma la concessione di cittadinanza anche per matrimonio e della legge Cirinnà (n. 76/2016) che regola le unioni omosessuali. Le richieste di cittadinanza possono essere fatte anche online: sul sito del Ministero dell’Interno vi è una sezione apposita. Dopo aver effettuato la registrazione sul portale dedicato alla procedura (https://cittadinanza.dlci.interno.it), il richiedente riceve delle credenziali che permettono di compilare la domanda per diventare cittadino italiano.

Soddisfatte le associazioni gay. “Si tratta di un passo di assoluta civiltà e democrazia, non avremmo certo tollerato il contrario. Mi auguro che la possibilità di richiesta di cittadinanza italiana sia sfruttata dalle coppie omosessuali ‘miste’ composte da italiani e stranieri, ce ne sono centinaia”, commenta all’Adnkronos Flavio Romani, presidente nazionale di Arcigay. Saranno soprattutto le coppie omosessuali che hanno celebrato la loro unione all’estero, secondo Romani, ad ottenere subito la cittadinanza italiana del partner straniero, così come già avviene per gli etero uniti in matrimonio. Sono infatti queste che magari hanno già raggiunto i requisiti richiesti per fare domanda di cittadinanza: due anni dall’unione se il partner straniero risiede legalmente in Italia, tre anni se risiede all’estero.

     “Vorrà dire che, grazie alle unioni civili, a breve aumenteranno i cittadini italiani. E’ la celebrazione del diritto all’uguaglianza, dell’amore: tutto il contrario dei muri e delle chiusure”, aggiunge il presidente di Arcigay.

Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, osserva che la possibilità di fare richiesta di cittadinanza “sana una situazione irrisolta esistente nel nostro Paese, visto che sono molte le coppie tra un cittadino italiano e uno straniero dello stesso sesso”. Una questione che si collega anche al fenomeno di quanti all’estero, perseguitati perché gay, sono poi costretti a chiedere in Italia lo status si rifugiato.

     “In questi anni – ricorda – ci sono state parecchie domande di asilo in Italia da parte di omosessuali perseguitati nel loro paese, che vivono magari da anni in coppia qui da noi. I nostri tribunali hanno sempre concesso loro il diritto di asilo per questioni umanitarie”.

     (Sib/AdnKronos)

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