Assegno divorzile, accertamento tributario per l’ex

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Per la determinazione dell’assegno di divorzio il giudice può disporre indagini tributarie a carico dell’ex coniuge.

Assegno divorzile e indagini tributarie: il caso

Una donna ha chiesto la rideterminazione dell’assegno di divorzio a carico dell’ex marito, che aveva incrementato le proprie risorse economiche, successivamente all’avvio del giudizio di divorzio e alla determinazione dell’assegno. L’uomo, infatti, aveva incrementato il proprio patrimonio immobiliare in seguito al decesso del padre e aveva acquistato due autovetture di lusso e una motocicletta. L’ex moglie, di conseguenza, ha chiesto che venisse effettuato un accertamento sui redditi dell’ex marito. La Corte d’Appello di Firenze non ha accolto le richieste della donna che, quindi, ha proposto ricorso per cassazione.

Assegno divorzile e indagini tributarie: la discrezionalità del giudice

La Cassazione, nella decisione, richiama un precedente orientamento secondo il quale “In tema di determinazione dell’assegno di mantenimento in sede di scioglimento degli effetti civili del matrimonio, l’esercizio del potere del giudice che, ai sensi dell’art. 5, comma 9, della legge n. 898 del 1970, può disporre – d’ufficio o su istanza di parte – indagini patrimoniali avvalendosi della polizia tributaria, costituisce una deroga alle regole generali sull’onere della prova. L’esercizio di tale potere discrezionale non può sopperire alla carenza probatoria della parte onerata, ma vale ad assumere, attraverso uno strumento a questa non consentito, informazioni integrative del “bagaglio istruttorio” già fornito, incompleto o non completabíle attraverso gli ordinari mezzi di prova. Tale potere non può essere attivato a fini meramente esplorativi, sicché la relativa istanza e la contestazione di parte dei fatti incidenti sulla posizione reddituale del coniuge tenuto al predettomantenimento devono basarsi su fatti specifici e circostanziati” (Cass. 2098/2011). Secondo questo orientamento, la parte deve fornire un bagaglio istruttorio significativo che può essere completato, a discrezione del giudice, con indagini patrimoniali avvalendosi della polizia tributaria. Di tale orientamento non aveva tenuto conto la Corte d’Appello, che ha deciso in senso non conforme.

Assegno divorzile e indagini tributarie: la decisione della Cassazione

La Corte di Cassazione, con sentenza 4292/2017 della sesta sezione civile, ha accolto il ricorso della ex moglie. I giudici della Suprema Corte hanno ritenuto rilevante il bagaglio istruttorio fornito dalla donna in ordine all’evidente progressione delle risorse economiche e dei valori patrimoniali riferibili all’ex marito. La donna ha materialmente allegato elementi obiettivi in tal senso, ovvero l’eredità immobiliare conseguente al decesso del padre dell’ex marito, così come l’acquisto di beni mobiliari superflui e di valore certamente indicativo di capacità economica aumentata, quali due auto di lusso e una motocicletta. Il bagaglio istruttorio fornito dalla donna risultava incompleto e certamente non completabile con gli ordinari mezzi di prova, soprattutto considerata la limitata produzione delle dichiarazioni dei redditi da parte dell’ex coniuge. Tale circostanza, appunto, portava ad introdurre l’istanza di indagini tributarie sui redditi. In tale contesto, dunque, sarebbe dovuto intervenire il potere di integrazione del giudice. Di conseguenza la Cassazione ha accolto il ricorso e rinviato alla Corte d’Appello di Firenze.

Livia Carnevale

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