Abuso d’ufficio per l’agente che utilizza le strutture dell’ufficio per fini privati.

0

public-domain-images-free-stock-photos-high-quality-resolution-downloads-public-domain-archive-10-1000x750-160436_1000x675

Abuso d’ufficio per l’agente che utilizza le strutture dell’ufficio per fini privati.

Utilizzare il fax dell’ufficio pubblico per pratiche professionali private integra il reato di abuso d’ufficio e non quello di peculato, nemmeno nella forma del peculato d’uso.

Così si è espressa la sesta sezione della Corte di Cassazione con la sentenza n. 22800 del 30 maggio 2016, confermando l’orientamento già espresso dalle Sezioni Unite in materia (sent. n. 19054/2013) e sancendo che l’uso improprio del fax non ne comporta un utilizzo uti dominus, causante la perdita definitiva del bene appartenente alla pubblica amministrazione.

Solo l’estromissione completa dal possesso del bene abusivamente usato, infatti, è idonea a integrare quella «stabile inversione in dominio» tipica del reato di peculato, che a sua volta deve comportare «un apprezzabile danno al patrimonio della p.a. o di terzi o una concreta lesione della funzionalità dell’ufficio».

I chiarimenti della Cassazione: in quali casi le condotte costituiscono abuso d’ufficio?

Nella ricostruzione operata dalla Cassazione, invece, si rimarca come – nel caso in oggetto – la concreta attività posta in essere da un agente scelto della Polizia di Stato, addetto al posto fisso presso un ospedale lombardo, fosse in realtà inquadrabile nell’art. 323 c.p.

La Corte ha riconosciuto la coscienza e volontà dell’imputato di strumentalizzare a proprio vantaggio i mezzi a sua disposizione, adibendo l’ufficio pubblico a una succursale dell’attività professionale privata esercitata altrove, servendosi del fax per tredici volte e anche della fotocopiatrice.

Tuttavia l’uso improprio era meramente temporaneo, non comportava la perdita del bene da parte della pubblica amministrazione, e non ne risultava – e tantomeno è stato quantificato in corso di causa – un danno ingente: le condotte ascritte sono pertanto configurabili nella fattispecie dell’abuso d’ufficio, sussidiaria rispetto al peculato.

Nel caso di specie, ad ogni modo, la differente qualificazione giuridica ha comportato la cassazione senza rinvio della condanna a un anno e sei mesi di reclusione (con i doppi benefici) comminata in appello, essendo medio tempore intervenuta la prescrizione del reato (sette anni e sei mesi dalla consumazione) a fronte della mancanza di atti interruttivi idonei.

In ogni caso, appare opportuno evitare di utilizzare il fax d’ufficio per l’inoltro di pratiche private e scopi che esulano dalle proprie mansioni.

Chiara Pezza

Replica

la tua email non verrà pubblicata

Puoi usare HTML e attributi : <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito utilizza cookie. Utilizzando il sito in qualunque forma, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra maggiori informazioni

Masterlex.it fa uso di cookie tecnici per ricordare la scelta dell'utente, cookie di profilazione e di terze parti pertanto si richiede il consenso nella qualità di intermendiari tecnici. Procedendo con la navigazione in qualunque maniera anche facendo scroll o mediante accesso ad altra area del sito comporta la prestazione del consenso all'uso dei cookie. Continuando a utilizzare questo sito o cliccando su "Accetta" permetti al loro utilizzo. Consulta L'informativa Estesa per maggiori informazioni

Chiudi