Chiku: gattopardo o gatto? Il verdetto della Cassazione

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La Cassazione conferma la condanna dell’uomo che deteneva illegittimamente Chiku, un gattopardo africano, spacciandolo per gatto domestico.


chiku 3IL CASO.
Ai più, purtroppo, è nota la triste e misteriosa storia di Chiku, il gattopardo trovato a girovagare da solo per le strade del Trentino Alto Adige una  fredda notte del febbraio 2015.

La sua visione aveva destato il sospetto, la paura e la curiosità dei passanti del luogo e, a seguito dell’intervento della Procura, il caso aveva varcato le soglie delle televisioni locali e nazionali. Come poteva esserci un gattopardo africano in Italia? Era pericoloso? Apparteneva a qualcuno? Sul caso era intervenuta la Procura che, dopo aver sequestrato e dato in custodia Chiku al centro recupero animali selvatici di Semproniano in provincia di Grosseto, era riuscita ad identificare il suo proprietario: Herbert Raich.

Data la gravità del fatto, l’uomo era stato rinviato a giudizio con l’accusa di detenzione e commercio di animali esotici e pericolosi.

Le udienze furono un vero e proprio teatro di battaglia: da un lato H.R. che, unitamente al suo perito di parte, si difendeva sostenendo come Chiku non fosse un gattopardo bensì un ibrido, un meticcio, acquistato in Germania per circa 20 mila euro; dall’altro l’ENPA, costituita parte civile,  che sosteneva come Chiku, invece, fosse inequivocabilmente un Serval (un gattopardo originario del Sud Africa) sradicato dal suo habitat naturale e costretto a vivere in condizioni di malessere e sofferenza.

La vicenda si è inasprita ancora di più quando, purtroppo, all’inizio dell’estate del 2016 Chiku è venuto a mancare per cause tutt’ora inspiegabili e misteriose: era in buona salute, non era anziano, non aveva malattie, veniva nutrito, viveva in un recinto spazioso… Gli mancavano solo la sua verde vegetazione, il suo clima arido, la sua terra nera…insomma gli mancava la cosa principale: la sua casa, il suo habitat. Il triste evento – come prevedibile – aveva agitato ulteriormente i diversi movimenti animalisti: quell’uomo con i suoi soldi aveva sacrificato la vita del povero Chiku e doveva pagare per ciò che aveva fatto.

Chiku meritava giustizia: e così è stato.

chiku 2

IL VERDETTO. Il 30 ottobre 2015, il Giudice di primo grado aveva condannato H. R. per aver detenuto abusivamente Chik.  L’imputato aveva impugnato la sentenza in Cassazione per saltum (ricorso col quale si salta il secondo grado di giudizio giungendo direttamente in Cassazione) sostenendo l’errata qualificazione di Chiku come gattopardo anziché gatto ibrido ma la Suprema Corte, in data 19.01.2017, ha respinto il ricorso confermando quanto stabilito in primo grado.

Si chiude così la triste storia di Chiku, un gattopardo appartenente alla specie selvatica, esotica e a rischio di estinzione dei Serval africani; un animale che vive nelle savane umide, in prossimità dei corsi d’acqua (per nutrirsi di rane e piccoli roditori) e che non può sopportare a lungo l’ambiente ed il clima diverso come il nostro.

Guardando le foto che restano di Chiku non possiamo non notare la sua disarmante bellezza, la sua fisicità, la sua imponenza ed eleganza al tempo stesso. Lui è bellissimo: è tutto il resto che non va. Quei fili di ferro che lo bloccano, quel freddo pavimento così diverso dalla calda terra africana..e poi ci sono gli occhi..Quegli occhi. Ditemi: li avete visti veramente Voi quegli occhi?

Rosa d’Aniello

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