Spose bambine ed espulsione dello straniero: la pronuncia della Cassazione

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In molti paesi africani e del medio oriente, sono possibili e ampiamente diffusi i matrimoni con giovanissime donne, molto spesso minorenni. L’Italia ha da sempre rifiutato tali matrimoni e, con una brevissima e lapidaria ordinanza della Corte di Cassazione civile, la n. 18113 del 21 luglio 2017, è stato espressamente affermato il principio per cui il matrimonio con una donna minorenne non vale di per sé ad impedire l’espulsione dello straniero.

Espulsione dello straniero e ricongiungimento familiare: se il matrimonio invocato è con una donna minorenne?

Nel caso concreto, un cittadino senegalese proponeva ricorso innanzi al Giudice di Pace di Udine avverso il decreto di espulsione notificatogli. Sia il Giudice di Pace, sia la Corte di Cassazione, rigettavano la sua richiesta.

A fondamento del ricorso, il senegalese invocava l’art. 19 D.Lgs 286/98 in virtù del quale, come affermato dalla sentenza della Corte costituzionale n. 376/2000, è previsto il divieto di espulsione per il marito convivente della donna in stato di gravidanza o nei sei mesi successivi alla nascita del figlio. Tale istituto è denominato “ricongiungimento familiare“.

Il senegalese destinatario del provvedimento di espulsione invocava l’esistenza di un rapporto di coniugio con una cittadina senegalese contratto nel paese d’origine, lo stato di effettiva convivenza tra i coniugi senegalesi in Italia nonché l’attuale stato di gravidanza della donna.

Il ricongiungimento familiare ex D.lgs 286/1998 veniva tuttavia negato dalla Corte, sussistendo un impedimento all’operatività della norma in caso di rapporto coniugale con persona inferiore ai diciotto anni, come nel caso concreto.

Per cui, anche se il matrimonio con una minorenne è consentito dalla legge del paese d’origine, in Italia tale matrimonio non può in nessun caso assumere rilevanza, neppure ai fini dell’impedimento dell’espulsione dello straniero. Così, il cittadino senegalese sarà espulso dall’Italia nonostante lo stato coniugale e lo stato di attesa della moglie.

Martina Scarabotta

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