Classi pollaio, lo STOP del TAR in presenza di alunni disabili

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Classi affollate, studenti troppo stretti in aule gremite che non consentono la concentrazione, insegnanti costretti a lavorare in un clima poco consono all’ambiente scolastico. Questa è la prassi ormai diffusa negli istituti scolastici italiani, dove la carenza di personale e di strutture rende necessaria la formazione di classi troppo affollate.

I problemi sono più gravi in presenza di alunni con disabilità, che richiederebbero un più attento e vigile controllo e specifiche esigenze di supervisione e di adattamenti formativi predisposti da maestre ed insegnanti di sostegno.

Classi con disabili, la normativa

L’art. 5, comma 2 del DPR n. 81/2009 stabilisce il numero massimo di alunni per classe, prevedendo che le classi delle scuole e degli istituti di ogni ordine e grado, ivi comprese le sezioni di scuola dell’infanzia, che accolgono alunni con disabilità devono essere costituite da non più di 20 alunni,  in rapporto alle esigenze formative degli alunni disabili. L’art. 4 comma 1 del citato DPR prevede la possibilità di deroga a tale soglia purché in misura non superiore al 10 per cento per ciascun tipo e grado di scuola.

Non sono quindi ammissibili ulteriori incrementi rispetto a quanto stabilito da tale normativa del 2009. In teoria…ma non in pratica. La prassi scolastica evidenzia invece classi che non rispettano queste soglie numeriche pur in presenza di studenti disabili.

Classi con disabili troppo affollate, la pronuncia del TAR Toscana

Con la recentissima sentenza n. 1367 del 19 settembre 2016, il TAR Toscana, sezione di Firenze, si è pronunciato su una vicenda relativa al superamento delle soglie numeriche imposte per legge in classi con studenti disabili.

Con ricorso presentato dal genitore di un alunno disabile iscritto al primo anno di un liceo di Firenze, si chiedeva l’annullamento del provvedimento con cui era stata istituita una classe comprendente ben 31 studenti,tra cui due alunni  affetti da patologia invalidante.

Con tale ricorso si evidenziava come l’inserimento del ragazzo disabile in una classe di trentuno alunni (definita come “classe pollaio”) violasse il diritto costituzionale alla istruzione e alla integrazione scolastica, pregiudicando il corretto svolgimento della didattica e la stessa inclusione dei minori disabili nel contesto scolastico.

Il TAR Toscana ha accolto il ricorso.

E’ stato affermato che il diritto all’educazione e all’istruzione è un diritto fondamentale, riconosciuto dall’art. 38 della Costituzione e dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e che l’interesse all’inclusione sociale degli alunni disabili nei contesti scolastici risponde ad esigenze individuali e sociali che sarebbero lese dal mancato rispetto della normativa sul numero degli studenti per classe. In accoglimento del ricorso, è stato con ordinanza cautelare ordinato all’istituto scolastico di garantire all’alunno disabile la frequentazione di una classe composta nel rispetto dei contingenti numerici normativamente stabiliti e con sentenza è stata annullata la composizione della classe liceale.

Si tratta di una pronuncia di notevole importanza, che con ogni probabilità darà luogo a numerosi ricorsi in opposizione alla prassi delle scuole italiane di infrangere la normativa vigente.

Martina Scarabotta

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