Indennità di disoccupazione, non è dovuta in caso di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro

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Indennità di disoccupazione, non è dovuta in caso di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro

L’ indennità di disoccupazione (NASpI – Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) non spetta nei casi in cui il rapporto di lavoro cessi per risoluzione consensuale.

Così si è pronunciata la Cassazione Sezione Lavoro con la recentissima sentenza n. 17303/2016 del 24 agosto 2016, che ha sancito che tale indennità non è attribuibile a chi rinuncia al posto di lavoro in assenza di giusta causa, rendendosi quindi disoccupato spontaneamente.

La Naspi, istituto di carattere generale che dal 2015 sostituisce le due diverse declinazioni della vecchia indennità di disoccupazione, è difatti rivolta a vantaggio di chi ha perso il posto di lavoro per cause a lui non imputabili. Per i Giudici di merito e per la stessa Cassazione, essendo tale beneficio espressamente escluso in presenza di dimissioni volontarie, in via analogica esso dovrà essere parimenti escluso anche nel caso di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro in via transattiva, come avvenuto nel caso di specie.

Ai fini dell’indennità, pertanto, ciò che accomuna le dimissioni volontarie alla risoluzione consensuale è il fatto per cui il lavoratore, pur potendo concretamente proseguire il rapporto di lavoro, decide comunque di porsi spontaneamente nella posizione di disoccupato, con la conseguenza che non avrà diritto all’indennità, prevista solo laddove vi sia una giusta causa di dimissioni.

Nel caso di specie, il lavoratore aveva tentato di ricondurre a un’ipotesi di giusta causa la sua asserita impossibilità di progredire in carriera e di crescere professionalmente. Tale tesi non ha, tuttavia, trovato accoglimento da parte della Corte di Cassazione, che ha ritenuto le predette aspettative “di mero fatto” (salvo naturalmente il caso di violazione del datore dell’art. 2103 c.c.), ribadendo espressamente come la giusta causa di cui si tratta possa essere ricollegata solo a un gravissimo inadempimento o a un’altra causa oggettivamente idonea a ledere il vincolo fiduciario tra le parti.

Davide Baraglia

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