Il Jobs Act delle partite IVA è legge: le principali novità

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Nella seduta del 10 maggio 2017, il Senato ha approvato, con 158 voti favorevoli, 9 contrari e 45 astenuti, il Ddl sul lavoro autonomo n. 2233B già ribattezzato “Jobs Act delle partite IVA” o “Statuto del lavoro autonomo”. Il provvedimento è stato e salutato con grande favore  da parte degli oltre 2 milioni e mezzo di  lavoratori autonomi, finora con scarsi livelli di tutela e pochi riconoscimenti normativi rispetto ai dipendenti pubblici o privati.

Jobs Act delle partite IVA: le principali novità e le nuove tutele in caso di di malattia e maternità

Le prime importanti novità introdotte dalla legge riguardano un pacchetto di tutele per i lavoratori autonomi titolari di partita iva per il caso di malattia o maternità.

In caso di malattia, il Jobs Act delle partite IVA prevede una disciplina più favorevole per la categoria dei lavoratori autonomi, soprattutto per quelli che operano in un rapporto continuativo con un committente. Due le novità e le nuove tutele per i titolari di partita iva. In primis, per il lavoratore autonomo che svolga attività continuativa per un committente, viene previsto che il rapporto di lavoro con il committente non si estingua in caso di malattia ma rimanga sospeso fino ad un massimo di 150 giorni.  In secondo luogo, viene previsto che il lavoratore che, per malattia, sia costretto a sospendere la collaborazione per oltre 60 giorni possa interrompere il versamento dei contributi e dei premi assicurativi fino ad un massimo di due anni con possibilità di successiva rateizzazione del dovuto.

Significative le tutele introdotte per le lavoratrici autonome neo-mamme, finora con scarse garanzie in materia di maternità. In primis, viene estesa la durata del congedo parentale da tre a sei mesi da usufruire nei primi tre anni di vita del bambino e con un tetto massimo di congedo pari a sei mesi complessivamente fruibile dai genitori. Viene poi introdotta la possibilità per la neo mamma titolare di partita iva di farsi sostituire temporaneamente da colleghi con le medesime competenze e, soprattutto, viene concesso alla lavoratrice di ricevere l’indennità di maternità pur continuando a lavorare, non scattando dunque l’astensione obbligatoria. Infine, anche in caso di maternità opera la regola della mera sospensione e non dell’estinzione del rapporto di lavoro  svolto i via continuativa nei confronti di un committente.

Jobs Act delle partite IVA: la nuova indennità di disoccupazionee le nuove spese deducibili

La nuova legge introduce, con decorrenza dal 1 luglio 2017, una nuova indennità di disoccupazione, la Dis Coll., riservata ai collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, iscritti in via esclusiva alla relativa gestione separata e privi di partita Iva, nonché ai dottorandi di ricerca con borsa di studio.

Grazie al Jobs Act, viene prevista per i lavoratori autonomia la piena deducibilità, nella soglia di 10 mila euro, delle spese di iscrizione a corsi di formazione o aggiornamento professionale, e delle spese a ciò connesse, come viaggi e trasferte.

Sempre in materia di spese deducibili, viene prevista la piena deducibilità delle spese sostenute per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo fornita da forme assicurative o di solidarietà.

Jobs Act delle partite IVA: non solo tutele per gli autonomi. La promozione dello smart work

La riforma non riguarda solo i titolari di partite iva ma introduce maggiori tutele per tutti i lavoratori anche subordinati, attraverso la promozione dello smart work e del lavoro agile. Lo smart work non è una nuova tipologia contrattuale ma una nuova modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato, anche pubblico, finalizzato ad accrescere i livelli di competitività e garantire un miglior raccordo tra vita privata e lavorativa. In cosa consiste il lavoro agile? I forza di un contratto scritto tra lavoratore e dipendente, con la possibilità unilaterale di recedere, viene previsto che il lavoratore possa lavorare in parte presso i locali dell’azienda, in parte da casa o da dove vorrà. Ciò a condizione che vengano sempre garantiti e rispettati gli orari giornalieri e settimanali e che venga sempre garantito il cd diritto alla disconnessione, ovvero il tempo di riposo spettante al lavoratore.

Jobs Act delle partite IVA: le opinioni sulla riforma

La riforma del lavoro autonomo è stata salutata con grande favore, ritenendo che la stessa abbia colmato una lacuna normativa ormai non più accettabile in un ordinamento moderno.

Così, Marina Calderone, presidente del Comitato Unitario delle Professioni (Cup), ha affermato: ”Il Jobs Act degli autonomi colma almeno in parte un ritardo non più tollerabile sia per ragioni di ordine propriamente costituzionale sia per quelle di natura economica, politica e sociale”. Viene riconosciuto dal Presidente del Cup come il legislatore abbia finalmente “preso atto della necessità di occuparsi del lavoro professionale, del rilievo socioeconomico del comparto, della strategicità dell’investimento nei confronti di quella parte del mondo produttivo che si dimostra sempre più spesso come la più idonea a favorire processi di innovazione e di sviluppo della cosiddetta economia della conoscenza”.

Allo stesso tempo, tuttavia, non manca chi lamenta alcune criticità della riforma. Così, Vincenzo Martino, vicepresidente dell’associazione giuslavoristi, ritiene che tra le lacune, in primis, manchi il riconoscimento del diritto a una paga proporzionata a quantità e qualità del lavoro, che avrebbe dovuto essere inserita nel testo di legge.

In ogni caso, si tratta di un passo avanti molto importante per accrescere le tutele e le garanzie dei lavoratori autonomi e, con lo smart work, anche dei subordinati.

Martina Scarabotta

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