Sanatoria o condono? Equitalia costretta a rinunciare ad interessi e aggi

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Sono circa 3 milioni i contribuenti che potrebbero essere interessati e direttamente toccati dalla nuova proposta in via di definizione da parte del governo su una possibile sanatoria da inserire nella prossima Legge di Bilancio per il 2017.

In sostanza: via sanzioni, interessi di mora e aggio di riscossione per chi paga a rate le cartelle di Equitalia.

Un vero e proprio condono sulle cartelle di Equitalia?

L’idea di fondo è quella di fare cassa, alla ricerca delle risorse che saranno necessarie per l’attuazione della prossima manovra di bilancio in vista per il 2017. E l’idea è proprio quella di andare a “premiare” attraverso una sorta di sconti coloro che volontariamente decidono di saldare i propri debiti, purché si tratti di debiti non oltre i 100 mila euro. La novità della proposta, che potrebbe essere produttrice di effetti già a partire da gennaio se venisse implementata all’interno della legge di bilancio del 2017, sta nel fatto che i debitori possono andare a saldare quanto devono non in un’unica soluzione, ma attraverso un piano rateale a medio termine. Quest’ultimo, ancora in fase di definizione, sembra con tutta probabilità doversi assestare sul periodo di 3 anni, consentendo quindi una rateizzazione al contribuente che, potenzialmente in grado di saldare il suo “conto”, ma non in grado di farlo in un’unica soluzione.

Equitalia viene così costretta a rinunciare a interessi, sanzioni ed aggi

Con questa proposta si cera di creare le condizioni per poter offrire una “chance” ai contribuenti per saldare i propri debiti a rate, decurtati da interessi, sanzioni e aggi. La proposta prevede, quindi, che Equitalia venga, in sostanza, obbligata d’ufficio a proporre al contribuente la definizione della propria situazione debitoria, a “saldo e stralcio”, con azzeramento di sanzioni, interessi e aggi, mediante un piano di rateizzazione. Tuttavia viene stimato che una simile agevolazione possa consentire di superare la soglia dei 2 miliardi.

Martina Scarabotta

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