Split payment: l’estensione del meccanismo IVA ai liberi professionisti

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E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24 aprile 2017 il decreto legge 24 aprile 2017, n. 50 recante “Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo”, la cosiddetta Manovrina correttiva del Governo, che tra le principali novità amplia il campo di applicazione del temuto meccanismo IVA dello split payment.

Split payment: cosa è?

Una delle principali e più preoccupanti novità del decreto approvato dal Consiglio dei Ministri in data 24 aprile 2017 è l’estensione del campo di applicazione del meccanismo IVA denominato “split payment”.

Lo split payment è il nuovo meccanismo di liquidazione dell’IVA introdotto dalla legge di Stabilità per il 2015 quando il governo Renzi ne escluse l’applicabilità ai professionisti, con l’intento, secondo quanto preventivato in sede statistica, di far entrare nell’Erario un gettito aggiuntivo di circa 1,5 miliardi all’anno a partire dal 2018 in avanti. Con una manovra molto temuta e criticata, oggi il Governo estende il campo di operatività dello split payment anche ai professionisti appunto. L’Erario si aspetta da quest’ultimi 35 milioni nel 2017 e 70 milioni nel 2018.

Ma in cosa consiste, in definitiva, questo meccanismo? Lo Split payment è in sostanza un sistema di liquidazione dell’IVA in cui avviene, come suggerito anche dalla dicitura “Split”, una vera e propria scissione della modalità di liquidazione dell’IVA: è direttamente l’ente pubblico (e d’ora in poi anche il professionista e l’impresa) a versare in modo diretto l’IVA allo Stato. L’operazione dello split payment viene pertanto suddivisa in due momenti:

In una prima fase è PA che versa l’importo della fattura (relativa alla prestazione offerta o al bene ricevuto) al netto dell’imposta al fornitore privato.

In seconda battuta, è la stessa PA a versare la parte di IVA dovuta allo Stato.

Split payment: la beffa a danno del libero professionista

I professionisti che collaborano con enti pubblici, a partire dal 1 Luglio 2017, si troveranno a dover subire un fenomeno di tipo finanziario che di certo farà sentire il suo peso.

Nei fatti quello che accade per tutti coloro che si troveranno ad affrontare la novità in oggetto, ovvero la procedura dello split payment, è un vero e proprio scavalcamento temporale a livello finanziario: l’IVA non verrà pagata al completamento del lavoro svolto, del bene venduto o del servizio offerto, ma verrà, come sopra detto, trattenuta alla fonte e versata direttamente nelle casse dell’Erario. Il professionista, che dovrà presentare la propria fattura in formato elettronico attraverso una specifica procedura, si troverà quindi mancante della quota in fattura relativa all’IVA, ed in carenza di momentanea ulteriore liquidità.

La motivazione di fondo dell’estensione di un meccanismo siffatto, è, come evidenziato anche nell’intestazione alla c.d Manovrina fiscale, un’iniziativa a favore degli enti territoriali e per le zone colpite dal sisma. Certamente, seppur necessaria, tale operazione renderà lo Split Payment un meccanismo indigesto e non ben accolto da tutti coloro che si vedranno applicare una sorta di ritenuta d’acconto alla fonte.

Martina Scarabotta

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