Stati Uniti: pena di morte per il Killer della strage di Charleston

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Prima condanna a morte per odio razziale

WASHINGTON, 11 GEN – Fece strage di nove afroamericani in una chiesa della città Charleston nel South Carolina. Prima condanna federale alla pena di morte per un crimine legato all’odio razziale.

Condanna a morte per Dylann Roof, il 22enne bianco autore del massacro nella chiesa della comunità afroamericana a Charleston, in South Carolina, dove aprì il fuoco il 17 giugno 2015 uccidendo 9 persone.

E’ la prima condanna federale alla massima pena per un crimine legato all’odio razziale.

Per circa tre ore la giuria è rimasta riunita prima di deliberare.

La sentenza giunge dopo una serie di deposizioni dell’imputato che non ha mai mostrato alcun rimorso o segnale di pentimento. Al contrario, Dylann Roof ha insistito ancora oggi davanti ai giudici sui suoi intenti dichiarati al momento dell’arresto davanti agli inquirenti: ripristinare la segregazione o innescare una guerra razziale.
Roof ha anche respinto con forza le ipotesi mosse riguardo ad eventuali turbe psichiche non chiedendo mai perdono o clemenza.

La strage

Tutto era avvenuto nel giugno del 2015, quando Roff era entrato nella Emanuel African Methodist Episcopal Church di Charleston e aveva aperto il fuoco mentre era in corso la lettura della Bibbia. Il bilancio era stato di nove vittime, tra cui il reverendo Clementa Pinckney, 42 anni. Poco dopo l’ arresto aveva dichiarato di fronte agli agenti di polizia «Dovevo farlo. Voi violentate le nostre donne e volete prendere il nostro paese».

Al processo per la strage, Roof aveva deciso di difendersi da solo, senza ricorrere ad un avvocato. Proprio in questi giorni, poco prima della sentenza in aula aveva detto davanti ai giurati «Non sono affatto pentito di ciò che ho fatto. Ne è valsa la pena».

La sentenza

Roff, nelle ultime dichiarazioni rese prima della sentenza: «Penso ancora di aver fatto quello che dovevo fare. Chiunque provi odio per qualcosa ha una buona ragione per fare quello che ho fatto io». «So di avere il diritto di chiedervi la condanna all’ergastolo invece che la pena di morte  ma non sono sicuro di cosa sia meglio fare». La condanna per Roff sarebbe stata  alternativamente l’ergastolo o la pena di morte, un verdetto che la giuria poteva emettere solo all’unanimità. E così è stato: riconosciuto colpevole di tutti e 33 i capi d’imputazione a lui contestati, tra cui 9 omicidi motivati dall’odio razziale.

Nessuna reazione alla lettura della sentenza, così durante tutto il processo, anche davanti al familiari delle sue vittime.

Rosalba Lo Buglio

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