Il talco è cancerogeno: Johnson & Johnson condannata a pagare 417 milioni di dollari

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Il talco è cancerogeno: Johnson & Johnson condannata a pagare 417 milioni di dollari

Non è la prima volta che la multinazionale americana Johnson & Johnson viene condannata a pagare un risarcimento danni nei confronti di ex clienti. Stavolta, la sanzione è stata imposta da una giuria di Los Angeles che ha pronunciato una sentenza con cui obbliga la multinazionale al pagamento di 417 milioni di dollari nei confronti di una donna di Los Angeles che avrebbe contratto un tumore alle ovaie in seguito all’utilizzo del talco prodotto dall’azienda.

Johnson & Johnson ha annunciato che presenterà un ricorso e si difende dichiarando che il prodotto è composto da elementi naturali, quali magnesio, idrogeno, silicone e ossigeno. Tuttavia, l’accusa non concorda ritenendo che la sostanza sia pericolosa per la salute perché contenente una percentuale di amianto.

Il talco è cancerogeno: lo dice l’American Cancer Society

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La donna che ha fatto causa alla multinazionale

Il talco è un minerale naturale utilizzato, in cosmetica, come assorbente naturale per la pelle. Proprio nella sua forma naturale, però, il talco contiene una componente di amianto che – come sostenuto dall’American Cancer Society – se inalato, può provocare cancro ai polmoni o intorno. Per questa ragione, dagli anni Settanta, i produttori rimuovono l’amianto dalla sostanza, prima di metterla in commercio, e sostengono che prove di un legame diretto tra talco senza amianto e cancro siano meno evidenti.

Il talco è cancerogeno: i precedenti della multinazionale

La Johnson & Johnson, che produce e commercializza il prodotto, aveva vinto una causa lo scorso marzo, ma ne ha perse altre quattro finora, per un totale di oltre 300 milioni di dollari di risarcimenti. Oltre ad essere la più cara, la sanzione è infatti solo l’ultima di una lunga serie.

Già nel 2016, la multinazionale era stata condannata da una giuria di St. Louis al pagamento di 70 milioni di dollari quale risarcimento danni a una donna che ha sviluppato il cancro alle ovaie dopo aver usato per anni il talco dell’azienda. Per lo stesso motivo, lo scorso maggio poi, una giuria del Missouri ha obbligato Johnson & Johnson al pagamento di 110 milioni di dollari. Quest’ultima vicenda ha coinvolto anche Imerys Talc, l’azienda che fornisce il talco, alla quale è stato imputato l’1% dei danni.

In realtà, il conto potrebbe essere ancor più salato: Johnson & Johnson è oggetto di ben 2.400 cause pendenti che l’accusano di non aver messo in guardia contro i rischi di cancro legati all’uso dei suoi prodotti. Ad oggi, cause di natura simile intentate nel territorio del New Jersey sono state rigettate perché il giudice ha stabilito di non avere trovato sufficienti prove del legame tra il talco e l’insorgere del cancro.

Nonostante Johnson & Johnson continui a sostenere la sicurezza del baby powder, l’agenzia parte dell’organizzazione mondiale della sanità delle Nazioni Unite che ha il compito di dettare linee guida sulla classificazione dei rischi relativi ai tumori, l’International Agency for Research on Cancer (Iarc), indica ancora il talco come possibile elemento cancerogeno.

Eloisa Zerilli

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