Ddl concorrenza: Pansini (Anf), risultato positivo in vista per gli avvocati

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Roma, 29 giu. – “Se, come pare, questo è finalmente l’ultimo miglio per il Ddl Concorrenza, il traguardo in vista riserva per l’avvocatura un risultato positivo”. Lo sottolinea il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini, dopo l’approvazione del ddl Concorrenza alla Camera, destinato ad un altro passaggio al Senato.

“Le società tra avvocati, anche con il socio di capitali all’interno della compagine, nella forma di soggetti terzi non professionisti, purché nel limite di un terzo del capitale sociale e fermo restando il principio della personalità della prestazione professionale, confidiamo – prosegue Pansini – che contribuiranno a favorire l’aggregazione delle competenze anche nella professione forense”.

“In molti – sottolinea poi Pansini – hanno remato contro questa ‘piccola rivoluzione’, ma del resto l’avvocatura può fare come lo struzzo e mettere la testa sotto la sabbia ma rischia, quando la toglierà da sotto la rena, di trovare un mondo nuovo rispetto al quale non avrà contribuito a dettare le nuove regole e di aver perso un patrimonio di professionalità che non ha saputo esaltare”.

“Stupisce – continua Pansini – che anche recentemente, dopo più di due anni di passaggi parlamentari autorevoli rappresentanze dell’avvocatura abbiano invocato lo stralcio delle misure sulle società tra avvocati, nel segno di resistenze anacronistiche e malcelate rendite di posizione”.

“Ribadiamo che l’avvocatura dovrebbe sempre fare dell’autonomia e dell’indipendenza i suoi valori fondamentali ed irrinunciabili, ma -aggiunge Pansini – se quasi il 50% degli avvocati dichiara redditi inferiori ad 10.300 euro annui, dati pubblicati da Cassa Forense, sbandierare il vessillo dell’autonomia significa ignorare che quasi un avvocato su due è in difficoltà economiche”.

“Ben vengano dunque nuove opportunità e nuove forme di esercizio della professione che non mettono in discussione il ruolo dell’avvocato come baluardo nella tutela dei diritti viceversa minato dall’incapacità, anche dell’avvocatura, di difendere l’importanza della centralità del processo e della giurisdizione nel nostro paese”, sottolinea ancora Pansini.

 

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