Radicalizzazione: l’importanza della prevenzione e le politiche in atto

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Nel numero di “Qui Difesa” di questa settimana ho deciso di affrontare il tema della radicalizzazione e la strategia che le istituzioni nazionali hanno adottato per prevenire e contrastare tale fenomeno.

In tempi recenti, il terrorismo di matrice jihadista è entrato a far parte, purtroppo, del nostro quotidiano, uccidendo vittime innocenti e alimentando paura ed insicurezza tra i cittadini di tutta Europa. Le stragi di Parigi, Bruxelles e Berlino ci hanno fatto capire come sia estremamente importante affrontare il tema della radicalizzazione, alla base di simili atti di violenza. Per queste ragioni, è partendo dalla prevenzione alla radicalizzazione che si può condurre, in parte, la lotta al terrorismo.

I luoghi in cui i rischi di estremismo si manifestano più spesso sono tanto materiali, come le carceri o i CIE, quanto immateriali, come il web. Si pensi alla diffusione di documenti e video di propaganda jihadista, di messaggi che incitano alla violenza, di manuali di formazione per condurre attacchi terroristici, e altro ancora. Si tratta, in tutti questi casi, di esempi che mostrano come Internet sia un mezzo che i reclutatori radicali utilizzano per avvicinarsi a persone, altrimenti irraggiungibili, spesso esposte alla marginalizzazione e all’esclusione sociale.

Il nostro Governo ha adottato un Piano nazionale di rafforzamento della sicurezza nazionale e dei sistemi di intelligence e, in tema di lotta alla radicalizzazione e all’estremismo jihadista, è stata istituita una Commissione di studio presso il Ministero dell’Interno. Dai risultati del lavoro svolto, emergono dati rassicuranti. In Italia gli esempi di radicalizzazione sono di gran lunga inferiori rispetto a quelli registrati in altri Paesi europei, ma serve proseguire sulla strada della prevenzione e rafforzare il coordinamento delle strutture preposte alla difesa e alla sicurezza del territorio nazionale.

Le nostre Forze armate, impegnate nelle missioni internazionali di lotta al terrorismo jihadista, potrebbero svolgere un ruolo di primo piano nel contrasto alla radicalizzazione. E’ quanto ho avanzato, in questi giorni, in una mozione, chiedendo al Governo di proseguire con la strategia della prevenzione e di procedere con un maggiore coinvolgimento dell’Esercito. Nell’esecuzione del Piano di sicurezza nazionale, le Forze armate hanno dimostrato impegno e professionalità, contribuendo, inoltre, all’attuazione del Piano per la protezione cibernetica e la sicurezza informatica. Le Forze armate possono dare il loro prezioso supporto, essendo – la radicalizzazione – un fenomeno eterogeneo che necessita di un decisivo impegno di tutte le forze in campo.

Tonino Moscatt

[quidifesa@masterlex.it]

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