Dirigente scolastico in lite con la docente. Come comunicare?

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Il ruolo del dirigente scolastico, oggi, assume una valenza diversa rispetto al passato. Nel tempo, i compiti, le funzioni e le responsabilità del dirigente si sono diversificati e sono aumentati come rilevanza e impegno. Il dirigente scolastico si ritrova a rapportarsi con un’utenza variegata che va dall’utenza interna: docenti, alunni, genitori, a quella esterna del territorio: comune, ASP, parrocchie, associazioni, ecc. Ecco che anche il modo di relazionarsi cambia secondo l’interlocutore.

Il Dirigente scolastico

Il dirigente che, ormai da tempo, è un manager, come tale deve gestire il “suo” Istituto e deve avere l’autorevolezza necessaria in ogni occasione. Può e deve esprimere opinioni in merito all’operato dei docenti, può e deve “riprendere” gli insegnanti quando un comportamento o un’attività non è consone o opportuna. Può e deve nei limiti dell’educazione e del buon senso, come in ogni cosa. Ma quali sono i limiti da non superare, quali aggettivi devono essere usati o quali non è opportuno utilizzare rivolgendosi ai docenti? Lo stabilisce una recente sentenza della Corte di Cassazione del 17 gennaio scorso.

Il fatto

Il dirigente di un Istituto scolastico nel rivolgersi verso una docente, aveva definito come “futili” e “superficiali” alcuni comportamenti della docente stessa, in una lettera che aveva inviato a tutto il corpo insegnanti, in risposta alle lamentele della docente per essere stata sostituita nel ruolo di segretario verbalizzante. La docente, in risposta alla lettera aveva denunciato la dirigente  accusandola di comportamento diffamatorio.

L’evoluzione

Il caso, affrontato dal giudice di pace e dal Tribunale di pace di Macerata, aveva avuto in un primo momento una evoluzione negativa per il dirigente, accusata del reato di diffamazione. Le frasi e gli aggettivi incriminati, della risposta del dirigente, erano stati considerati “spregiativi” nei riguardi della professoressa che qualche giorno prima si era dimessa, con lettera scritta, dal ruolo di  segretaria verbalizzante con la motivazione di esprimere una “sana contestazione verso quanti, indiscutibilmente, più competenti di me antepongono velleità personali al bene comune” e “in chiara contiguità logica e consequenzialità espressiva con una frase successiva del dirigente che faceva riferimento a derive personalistiche ed egocentriche” con un evidente attacco personale alla dignità dell’insegnante, secondo i giudici.

Dirigente

La conclusione

La suprema Corte di Cassazione, in un secondo momento, ha ribaltato il giudizio precedentemente espresso, infatti,  ha definito “circoscritti” gli aggettivi incriminati e non ha ritenuto il dirigente colpevole di un attacco personale contro l’insegnante. Nella sentenza n. 2200, si afferma che esprimere un giudizio negativo su un collega o dipendente, sempre corretto, pacato ed obiettivo, senza assumere toni lesivi della dignità morale e professionale sull’operato del collega rientra nel legittimo esercizio del diritto di critica. Pertanto, non si considera diffamatorio il comportamento del dirigente scolastico. Nel 2009 la Corte aveva “avuto modo di affermare che il potere gerarchico o, comunque, di sovraordinazione, consente di richiamare, ma non di ingiuriare, il lavoratore dipendente, senza però esorbitare i limiti della correttezza e del rispetto della dignità umana, con espressioni che contengano un’intrinseca valenza mortificatrice della persona e che si dirigano più che all’azione censurata, alla figura morale del dipendente, traducendosi in un attacco personale sul piano individuale, che travalichi ogni ammissibile facoltà di critica”. La Corte, pertanto, annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il fatto non costituisce reato.

Come comunicare?

I dirigenti scolastici, dunque, consapevoli di doversi mantenere in bilico per non essere denunciati, dovranno pensare in anticipo alle azioni da attuare, alle frasi da scrivere o alle parole da pronunciare nei confronti dei docenti per vivere in maniera serena, riflettendo anche sul fatto che il rapporto è impari: un solo Dirigente scolastico potrebbe attirare le ire e le denuncie di un intero Istituto costituito da tanti docenti.

Selene Grimaudo

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