Diritti degli alunni disabili e “classi pollaio”: risponde l’esperta

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L’ambiente scolastico dovrebbe essere sereno e a misura di alunno. Un ambiente che possa offrire ai ragazzi le condizioni per concentrarsi ed apprendere senza essere disturbati. Anche il numero eccessivo degli alunni crea difficoltà di apprendimento. Questa condizione si annovera certamente alle cause che ostacolano il corretto svolgimento delle lezioni. Quando, poi, gli alunni sono 30 o più con all’interno bambini con disabilità la situazione si complica. Gli alunni necessitano di maggiore spazio per muoversi, più calma per concentrarsi e diventa un’impresa potere lavorare. Ne risentono tutti, gli alunni e gli insegnanti. Per questo si è stabilito un tetto di massimo venti  alunni nelle classi compreso un solo alunno disabile.

I diritti degli alunni disabili e le “classi pollaio”: ne parliamo con l’esperta

Sull’ argomento abbiamo richiesto la consulenza di Chiara Garacci, avvocato e componente delle associazioni per la tutela dei diritti dei disabili: APD (Associazione Persone Down) e Abilmente uniti. Chiara Garacci, porta avanti da anni una vera e propria battaglia per i diritti della disabilità in Sicilia. Si è fatta portavoce, nel tempo, di tante famiglie che ha assistito contro la negazione del diritto al sostegno per gli alunni diversamente abili. Il T.A.R. Sicilia ha riconosciuto, nel 2013 grazie agli avvocati Rosaria Capo e Chiara Garacci, il diritto ad avere le ore di sostegno negate per 74 alunni diversamente abili di Agrigento, Palermo e Trapani.

Chiara Garaccie le "classi pollaio"
Chiara Garacci e le “classi pollaio”

Il tema delle cosiddette “classi pollaio” è caro a Chiara Garacci. Ha rappresentato i genitori e gli studenti di un Istituto Superiore di Castelvetrano. Come legale dei Cobas Scuola della Sicilia, ha impugnato il decreto con cui l’Ufficio Scolastico Regionale di Trapani costituiva una sola classe prima con 29 alunni dei quali 2 disabili. Con la sentenza n. 1831/2015, depositata il 22 luglio, il TAR Sicilia ha imposto all’U.S.R. Sicilia – Ambito Territoriale della provincia di Trapani di sdoppiare una classe pollaio con 29 alunni di cui 2 disabili.

I diritti degli alunni disabili e le “classi pollaio”: perchè venti alunni?

E’ stato riconosciuto che l’eccessivo numero di alunni per classe, oltre a aggravare i rischi relativi alla sicurezza, incide negativamente sulla qualità della didattica pregiudicando la formazione degli alunni e, in particolar modo, non consentendo la piena integrazione dei disabili – prosegue Chiara Garacci”.

Una sentenza che può essere utile ai genitori di quell’istituto scolastico di Roma i cui figli sono stati inseriti in una classe di 32 alunni di cui 3 alunni disabili, violando tutti i  parametri previsti dal DPR. I genitori degli allievi della classe in questione hanno presentato ricorso al TAR sulla base del fatto che l’articolo 11 del Dpr n. 89/09. Il Dpr afferma che “le classi iniziali delle scuole ed istituti di ogni ordine e grado, ivi comprese le sezioni di scuola dell’infanzia, che accolgono alunni con disabilità sono costituite, di norma, con non più di 20 alunni”.

I diritti degli alunni disabili e le “classi pollaio”: la legislazione

Anche la legge 107/2015 si occupa della formazione delle classi. “La Buona Scuola” demanda ai dirigenti scolastici, in base all’autonomia scolastica, la possibilità  di ridurre il numero di studenti per classe, in modo funzionale all’insegnamento e per offrire opportunità di apprendimento agli alunni in base alle esigenze stabilite ad inizio anno scolastico.

La  nota Miur 6753 del 27 febbraio 2015  si occupa del rispetto delle norme di sicurezza e si rifà alla legge 170/2010 sui disturbi specifici di apprendimento (DSA). Entrambe raccomandano di creare classi con alunni diversamente abili, comprese le classi della scuola dell’infanzia, inserendo sino a 20 bambini massimo.

No alle "classi pollaio"
No alle “classi pollaio”

I diritti degli alunni disabili e le “classi pollaio”: non sono casi isolati

Il caso non si è verificato solo a Roma, ma in tanti altri posti. Ad Acquedolci in provincia di Messina, un caso analogo. I genitori dei bambini della 1^ B della scuola primaria dell’Istituto Comprensivo “Giovanni Verga” chiedono lo sdoppiamento di una classe di 32 alunni tra cui due disabili. Come questo tanti altri casi che di certo la cosiddetta “Buona Scuola” farà fatica a riportare nei parametri della legalità.

Selene Grimaudo

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