Calcioscommesse: Izzo forse salvo a causa di un vizio procedurale

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Calcioscommesse: Izzo forse salvo a causa di un vizio procedurale

 

Incredibile, ma pur vero, colpo di scena al processo per calcio-scommesse in corso a Roma che potrebbe addirittura determinare l’improcedibilità del giudizio e scagionare tutti gli imputati coinvolti, tra i quali il difensore centrale del Genoa, Armando Izzo. Lo scorso 7 Aprile, infatti, dopo la prima udienza, al termine della quale il Tribunale Federale Nazionale aveva concesso ulteriore tempo alle difese, in seguito dell’acquisizione di nuovi atti provenienti dalla Procura della Repubblica di Napoli, si è conclusa la fase dibattimentale caratterizzata da un incredibile e forse decisiva novità.

In effetti, il giovane calciatore napoletano, è accusato di doppio illecito sportivo per presunte combine relative a 12 partite dell’Avellino, squadra in cui lo stesso ha militato dal 2012 al 2014.

Il colpo di scena

Il colpo di scena, però, c’è stato quando i legali della squadra irpina, hanno sollevato un’eccezione preliminare che ha sorpreso lo stesso collegio giudicante, nonché i rappresentanti della Procura Federale. Il punto cruciale di questa strategia difensiva, riguarda l’inosservanza della perentorietà dei termini procedurali, per l’invio delle comunicazioni disciplinari ai deferiti e si regge su una recentissima sentenza di fine marzo del Collegio di Garanzia del Coni, per una controversia con la Federazione Italiana Tennis. In quella circostanza, appunto, il massimo organo giudicante di giustizia sportiva, aveva dichiarato estinto il procedimento, in quanto non erano stati rispettati i termini perentori, terminati oltre i giorni prescritti dal Codice di Giustizia Sportivo della Fit e del Coni.
Per questo motivo, secondo la difesa dell’Avellino, tale principio di diritto dovrebbe essere adottato anche in questo procedimento e ovviamente, in caso di recepimento, l’intero processo sarebbe invalidato e lo stesso Izzo verrebbe clamorosamente prosciolto, nonostante la gravità delle accuse Insomma tackle in scivolata al limite della correttezza, in area di rigore, poco prima del fischio finale, da parte della difesa irpina. Rigore o intervento regolare? Ciò che non uccide, fortifica. La sentenza è attesa per la prossima settimana. Parola al Tribunale.

Mariano Fergola

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