Ciclismo, Armstrong a processo per frode allo Stato

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Ciclismo, Armstrong a processo per frode allo Stato

Altri guai giudiziari in vista per Lance Armstrong, ex ciclista statunitense.

Infatti, un giudice federale di Washington ha aperto un giudizio per frode allo Stato. Armstrong viene accusato di danno agli Usa, che lo sponsorizzava tramite la Us Postal Service. Lance venne bandito a vita dalla Usada (U.S. Anti Doping Agency) per doping nel 2012.

Una corte del District of Columbia ha posto le basi per un processo sensazionale per Lance Armstrong, l’ex star del ciclismo mondiale. Il Dipartimento di Giustizia americano chiede, infatti, all’ex campione quasi 100 milioni di dollari di danni, accusandolo di aver frodato lo Stato per essere stato sponsorizzato dalla US Postal Service, il servizio pubblico postale degli Stati Uniti.

Lance Armstrong, con l’ausilio dei suoi legali, ha ritenuto queste accuse infondate, perché lo Stato non avrebbe sofferto alcun pregiudizio, avendo ampiamente beneficiato del suo accordo di sponsorizzazione. La pensa diversamente il giudice Christopher Cooper, che ha spazzato via le argomentazioni di difesa di Armstrong, affermando che il danno allo stato degli Stati Uniti deve essere deciso da una giuria e nessun altro. Da puntualizzare come l’Us Postal Servic abbia pagato più di 32 milioni di dollari a Tailwind Sports Corporation, la squadra ciclistica di Lance Armstrong ora disciolta, e che l’ex compagno di squadra di Armstrong, Floyd Landis, aveva già presentato una denuncia nel 2010 per frode.

Nuovi guai in vista, quindi, per Lance Armstrong, che era già stato formalmente privato dei suoi sette Tour (1999-2005) nel 2012 dopo che l’agenzia antidoping degli Stati Uniti (Usada) lo ha accusato di aver partecipato attivamente al programma “di doping più sofisticato e senza precedenti nella storia di questo sport”. Dopo anni di infinite smentite e nonostante la sua squalifica a vita, Armstrong ha aspettato gennaio 2013 per ammettere la sua colpevolezza nello show televisivo americano di Oprah Winfrey.

Vedremo, adesso, se questa nuova “bufera” lo travolgerà ancora oppure no.

Redazione

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