Le nuove frontiere del diritto sportivo, la parola agli esperti

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Lo scorso 16 febbraio, a Madrid, si è svolto il Primo Congresso Intercontinentale di Diritto Sportivo. Vi avevamo parlato dell’evento, con focus e interviste dedicate. Oggi, torniamo ancora sull’importante evento spagnolo, intervistando ancora Rosalìa Ortega, autrice del libro ““La extinción del contrato del deportista profesional en Europa y Latinoamerica” e l’avvocato Fabio Marino e il Dott. Massimiliano Montemurro, esperti in diritto sportivo e presenti a Madrid lo scorso 16 febbraio.

Il tuo libro, Rosalìa, si propone come guida mondiale del diritto sportivo, approfondendo il regime legale sportivo di ben 19 Paesi del Mondo. Quanto è importante per gli addetti ai lavori ma non solo avere una guida in un settore così vasto ed eterogeneo?

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L’Avv. Rosalìa Ortega

Il libro è così importante perché rappresenta uno strumento di lavoro che gli avvocati dello sport non hanno mai avuto. In un solo libro possiamo conoscere il regime giuridico degli atleti professionisti di 19 paesi, e quindi la risposta ai problemi che cerchiamo relativamente a tutti quei paesi“.

Fabio e Massimiliano, il Primo Congresso Intercontinentale di Madrid ha rappresentato un’importante tappa nel percorso di studio del diritto sportivo. Si tratta di una branca sempre più in espansione. Quanto è importante organizzare e prendere parte ad incontri del genere?

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L’Avv. Fabio Marino

Non c’è gioco senza regole e non c’è modo di divertirsi senza conoscerle. Eventi come quello organizzato dall’avv. Rosalía Ortega e dal Real Madrid sono i veri momenti vitali che alimentano la parte più profonda dello sport. Non è un caso che il Club più vincente della storia si faccia promotore di eventi di confronto e divulgazione scientifica come quello a cui abbiamo avuto l’onore di essere invitati qualche settimana fa. La partecipazione dei più prestigiosi operatori internazionali è sempre la chiave del successo di iniziative del genere. Nel caso di specie, poi, erano presenti autorità istituzionali di eccellenza assoluta come, fra gli altri, Francisco Paco Rubio della Federazione Spagnola e autorità internazionali del diritto sportivo come il noto collega brasiliano Leonardo Andreotti e come la stessa Rosalía Ortega che ha organizzato e moderato in maniera fantastica la conferenza. A questo, inoltre, riteniamo entrambi doveroso aggiungere che la qualità diffusa, altissima, dei relatori da sola non sarebbe bastata per rendere il congresso un tale successo: infatti, l’elemento a nostro avviso decisivo, prima ancora della competenza notevolissima dei professionisti coinvolti, è stato il clima di grande apertura e di autentica disponibilità dei relatori nell’aprirsi ai colleghi e all’uditorio lasciando che la conoscenza individuale di ciascuno fluisse e fosse condivisa senza barriere. Un’altra regola assai importante, infatti, è che un movimento non può crescere senza condivisione: la Conferenza alla Scuola del Real Madrid anche in questo è stata esemplare“.

Rosalìa, la Spagna è molto attiva sul fronte delle relazioni internazionali, soprattutto con l’Italia. Questi continui scambi culturali e di contatti quanto aiutano il professionista nello svolgimento del lavoro quotidiano?

Naturalmente, il rapporto professionale tra l’Italia e la Spagna è sempre stata molto attivo. Dal punto di vista del diritto, lo stesso accade. Per noi l’Italia, dove la legge è nata, è sempre uno specchio in cui cerchiamo di trovare la nostra Legge e la sua evoluzione“.

Fabio e Massimiliano, da anni vi occupate di calcio e siete spesso in giro per l’Europa per lavoro. Cosa consigliate ad un giovane che vorrebbe iniziare la propria carriera in questo settore, magari come intermediario o procuratore sportivo?

Ogni percorso è individuale e diverso, è difficile tracciare dei tratti comuni e, quindi, fornire dei consigli che abbiano valore obiettivo. Quello che forse si può dire è che la passione accomuna troppe persone per essere un fattore di distinzione; piuttosto, ci vogliono una grandissima determinazione e l’assoluta consapevolezza che quello dello sport non è un settore avulso dalla realtà circostante, piuttosto è tanto meno difficile da approcciare quanto migliore e più strutturata è la qualità individuale della persona come professionista e come cittadino“.

Rosalìa, in Italia si discute molto sul trasferimento e sul tesseramento di giocatori minorenni. Ci spiega qual è la situazione attuale in Spagna?

In Spagna la libera circolazione dei minori è sempre oggetto di dibattito. Ci sono due tendenze molto diverse al riguardo. Coloro che difendono la legittimità della libera circolazione, senza restrizioni, come quelle che si trovano nel Regolamento FIFA, e il contrario. In ogni caso si tratta di un argomento molto delicato e non è raro trovare forum o congresso dedicati ai minori nello sport“.

Fabio e Massimiliano, ultimamente la Cina è entrata prepotentemente nel calciomercato, piazzando colpi milionari. Il calciomercato, spesso, segue chiaramente le dinamiche economiche mondiali. Vi aspettavate, però, da addetti ai lavori che il campionato cinese riuscisse ad attirare tanti campioni?

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Il Dott. Massimiliano Montemurro

Le squadre cinesi stanno acquistando alcuni tra i migliori giocatori del mondo e, a differenza di altre destinazioni ritenute “esotiche”, puntano su giocatori ancora nel vivo della carriera. Lo scopo è evidentemente quello della crescita del movimento locale in vista della partecipazione ai Mondiali con un ruolo da protagonista. É una strategia che molti paesi hanno adottato nel corso della storia. Per quanto il fatto possa in buona parte essere stato una coincidenza, l’Italia del 1982 vinse i Mondiali due anni dopo la cosiddetta “riapertura delle frontiere”, e – questo è certo – dalla seconda parte degli anni ’80 fino al 2000 circa il predominio delle squadre italiane in Europa e nel mondo è stato legato a doppio filo con l’assoluta qualità della Serie A, cresciuta esponenzialmente grazie alla partecipazione dei migliori giocatori dell’epoca. Il fatto, poi, che la Nazionale cinese sia affidata a un tecnico campione del mondo come Marcello Lippi e al suo staff italiano, con in testa il mio amico Massimiliano Maddaloni, non lascia dubbi su quale siano le potenzialità reali del movimento calcistico cinese. Nessuna sorpresa, quindi, circa gli enormi investimenti che sorreggono una tale iniziativa“.

Rosalìa, recentemente Facebook ha siglato un accordo con la Liga per trasmettere le partite in diretta streaming. Siamo di fronte ad una vera e propria rivoluzione? 

Naturalmente si tratta di una scommessa per l’innovazione e credo che tutto ciò che è volto a far sì che il calcio possa raggiungere tutti gli appassionati rappresenti sempre una buona iniziativa“.

Fabio e Massimiliano, a breve si terrà il Torneo di Viareggio, una vetrina assai importante per molti giovani talenti e anche per implementare le relazioni professionali. Il calciomercato si fa anche in queste sedi? Sarà l’occasione per conoscere i futuri colpi dell’estate?

Avendo vissuto e lavorato da ragazzi al Viareggio Calcio siamo molto legati alla città e a molte persone, che riteniamo privilegiate, per cui Viareggio è casa. Va da sé, quindi, che vi torniamo sempre con grande piacere, sebbene oggi in veste un po’ diversa. Il Torneo di Carnevale è un evento-chiave del panorama calcistico internazionale, a cui tradizionalmente partecipano alcune tra le migliori squadre giovanili del mondo. Chi fa bene “al Viareggio” è assai probabile che poi abbia qualche opportunità in più nei propri club o sul mercato, sebbene sia innegabile che si tratti di ragazzi in massima parte ancora abbastanza “acerbi” per via dell’età, quindi in genere ancora un po’ distanti da un’affermazione compiuta, che potrà infine verificarsi quasi sempre passando da altre tappe intermedie. Ovviamente questo vale per la maggior parte dei partecipanti; i ragazzi più pronti, invece, sono perlopiù già noti agli operatori, che giungono da tutta Europa per verificare chi di essi possa davvero trovare immediato ingresso nel calcio dei grandi o, addirittura, tra i grandi del calcio. Nella storia del Torneo gli esempi, italiani e non, sono innumerevoli: da Vialli a Del Piero, passando per Toni e Totti risalendo fino a Facchetti e Zoff, o discendendo a epoche più recenti con Lahm e Schweinsteiger o con Balotelli e Aubameyang. Non mancano nella storia del torneo, infine, esempi di giocatori in origine poco conosciuti ai più, tesserati per club all’apparenza minori, che grazie alle buone prestazioni durante il Torneo si sono costruiti opportunità altrimenti impensabili; fra i tanti mi tornano in mente Cavani che si fece notare dal Palermo con la maglia del Danubio, Kjaer che fece altrettanto con i ragazzi del Midtjylland, o persino Batistuta che calcò lo Stadio dei Pini con il Deportivo Italiano. Speriamo che anche l’edizione del 2017 possa essere ricordata per qualche partecipazione che il tempo trasformerà in storica “.

Redazione

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