Giustizia: giudici pace, bene risoluzione ue contro precarietà

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Una ”vittoria inaspettata contro tutti coloro che considerano i magistrati onorari come amministratori della giustizia di serie B o C, da calpestare e da sfruttare perché il sistema giustizia funzioni perché altri se ne prendano i meriti”.

Così l’Unione nazionale giudici di pace (Unagipa) commenta l’approvazione (lo scorso 31 maggio) da parte del Parlamento Europeo della Risoluzione sulla risposta alle petizioni riguardanti la lotta alla precarietà e all’abuso dei contratti a tempo determinato.

Una risoluzione, che l’Unagipa ”sente propria” e che era stata proposta dalla commissione Peti e, in particolare, dall’europarlamentare M5S Eleonora Evi, oltre che da Eleonora Forenza e dal suo gruppo Gue. Un lavoro di squadra che ha portato all’inserimento, nel testo definitivo, di emendamenti di rafforzamento della risoluzione sulla condanna alla precarizzazione dei rapporti di lavoro.

”Certamente – sottolinea la nota di Unagipa -, non si tratta di un atto legislativo del Parlamento Ue, ma di un atto di indirizzo, che però ha una valenza politica formidabile. Un atto di indirizzo molto duro nei confronti degli Stati membri, ad adeguare la normativa interna alla regola del contratto a tempo indeterminato come forma comune dei rapporti di lavoro. In questo percorso un ruolo determinante lo hanno svolto le istanze e le petizioni di Unagipa e della magistratura onoraria discusse il 28 febbraio 2017 davanti alla Commissione Peti, quando l’Unione europea si è accorta, dopo il Consiglio d’Europa, della gravità del problema di mancanza di tutele effettive economiche, normative e previdenziali dei giudici di pace, dei got e dei vpo, di quella parte della magistratura nazionale che, con grande efficienza, risolve il 50% del contenzioso, in sede civile e in sede penale”.

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