Deep web, cosa si trova nel mercato virtuale?

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Deep web, cosa si trova nel mercato virtuale?

Tutti oggi, bene o male, sappiamo navigare su internet e fare delle ricerche su Google. In realtà però, ci sono spazi profondi, lati oscuri a cui nemmeno i motori di ricerca arrivano. Il web che ogni giorno viene esplorato costituisce in realtà soltanto una piccola percentuale dei contenuti presenti online.

Al di là di tutto questo si cela uno spazio poco esplorato e inaccessibile ai comuni strumenti che il popolo di internet utilizza per navigare. Si tratta del cosiddetto deep web, quella parte dell’online che non può in alcun modo essere indicizzata.

In parole povere, per definire questo tipo di web, in molti utilizzano la metafora dell’iceberg: al di sopra del mare c’è la punta, il web accessibile. iI deep web è a parte sottostante, quella che si trova sotto la superficie del mare.

Questo tipo di web costituisce in realtà uno dei sei livelli che di norma gli esperti individuano. Oltre al deep web, dove si può accedere solo grazie all’uso di software speciali e dove si trovano i canali di comunicazione degli hacker, e al web comune (quello che, per intenderci, conosciamo tutti), esistono altri quattro livelli.

Nel surface web operano i server informatici, il bergie web ospita risultati nascosti di Google e siti di video e immagini senza censure, i charter web costituisce il mercato nero del mondo e il marianas web ha contenuti in larga parte sconosciuti e fonte di luoghi comuni e leggende.

Deep web: come si accede?

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Per accedere al deep web, bisogna usare un browser dedicato come The Onion Router (TOR), creato consentire la navigazione nei paesi dove internet è soggetto a censura. Qualsiasi pc connesso a TOR è una sorta di nodo grazie al quale è possibile mantenere l’anonimato.

Quanto a video, foto e documenti, questi sono custoditi su computer di utenti diversi e obbediscono alla regola “peer-to-peer” tale per cui pur chiudendo una pagina web o mettendo fuori gioco un server, non si elimina nulla.

Deep web: quali contenuti?

Nel deep web si trova di tutto. Ci sono Edward Snowden e gli attivisti delle primavere arabe che hanno utilizzato questo strumento per ovviare alla censura e ai controlli. E ancora siti di organizzazioni estremiste, forum, e negozi virtuali dov’è possibile vendere e acquistare droga, armi e documenti falsi, che poi arriveranno a casa in un pacco anonimo e con priority stealth.

Proprio come su eBay, ogni venditore è accompagnato da un sistema di feedback che ne garantisce l’attendibilità e i prodotti sono acquistabili con la moneta digitale di internet Bitcoin. Tra i siti più quotati fino a qualche tempo fa c’era Silk road (oggi, Silk Road 2.0), un sito specializzato in droghe, carte clonate, skimmer e attrezzi da truffatore e merci vietate.

Il sito ha regole ben precise: il gestore trattiene il 10% delle transazioni e, anche qui, è possibile fruire del sistema di risoluzione delle dispute. Tra i prodotti più venduti c’è Silk Road, una pasticca di ecstasy da 9 dollari chiamata “Superman Xtc” e venduta dall’Olanda. Ma ci sono anche una carta prepagata da 100 sterline che permette di cambiare agilmente bitcoin in soldi veri, e un allucinogeno che negli ultimi anni è diventato di moda negli Stati Uniti.

Deep web: com’è possibile non farsi trovare da Google?

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Sono tanti gli stratagemmi adottati da siti che scelgono di vivere nel deep web e che non vogliono farsi trovare da Google. Quello più immediato consiste nel chiedere di non essere indicizzati, ma è anche possibile utilizzare protocolli di rete diversi da quelli http. Tra questi ci sono I2P, non-exit-relay e Freenet.

Scoprire il deep web non è poi così complesso: ci si può infatti aiutare grazie a Reddit, aggregatore di news dove è possibile trovare alcuni link. Tuttavia, è possibile anche valutare i forum dedicati all’argomento o le cosiddette link list.

I siti presenti nel deep web sono riconoscibili grazie al suffisso “.onion” e, diversamente dai normali siti web, sono ospitati esclusivamente sul pc del loro creatore. Tuttavia, creare un sito di questo tipo è tutt’altro che facile: oltre al software Tor, bisogna installare un server dove mettere il materiale che servirà alla costruzione del sito.

Freedom Hosting era un servizio che consentiva la creazione di siti accessibili dal deep web, attivo fino a quando non ha dapprima subìto un attacco degli hacker di Anonymous e poi l’intervento dell’FBI.

Eloisa Zerilli

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