Novantenne minaccia di fare a pugni: nessun reato, non è pericoloso

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Novantenne minaccia di fare a pugni:

Novantenne minaccia di fare a pugni: nessun reato, non è pericoloso.

Come nel più classico dei casi durante l’assemblea di condominio la discussione si accende e

volano insulti e minacce. E la foga generale non risparmia neanche l’anziano condomino che nonostante le quasi novanta primavere alle spalle ha trovato l’ardire di minacciare il vicino di casa e di invitarlo a fare a pugni, beccandosi in questo modo una condanna, con relativa pena pecuniaria, da parte del Giudice di Pace di Belluno.

Novantenne minaccia di fare a pugni: la pronuncia

In effetti sembrerebbero ricorrere tutti i presupposti per la sussistenza dei reati di ingiuria e di minaccia.

Chiamata a pronunciarsi sulla vicenda, però, Cassazione (Sent. n. 25080/2016) muove le proprie argomentazioni a partire dalla depenalizzazione del reato di ingiuria ad opera del d.lgs. 7/2016 e puntualizza che, «pur in astratto in grado di integrare la condotta tipizzata dall’art. 612 c.p. la frase pronunciata va valutata con riferimento al concreto contesto di riferimento».

Ne discende che per essere credibile, la minaccia pronunciata deve provenire da un soggetto che sia effettivamente in grado di procurare un danno fisico. E certo queste circostanze non ricorrevano nel caso di cui ha dovuto occuparsi la Corte. Il focoso nonnetto – classe 1928 – non costituiva di sicuro un pericolo per il ben più giovane vicino. Così come, per fare un altro esempio, no sarebbe credibile la minaccia avanzata da un ragazzino esile  e smilzo nei confronti di un soggetto palesemente più muscoloso e aitante. Insomma, non basta minacciare: serve anche avere sufficiente forza fisica perché la minaccia possa far paura!

Rosalba Lo Buglio

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